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| LIER ADOLF HEINRICH |
| HERRNHUT 1826 - WAHREN 1882 |
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| Allievo della scuola di costruzioni di Dresda, Lier lavorò nell'atelier Semper. Nel 1848 cominciò ad interessarsi e ad accostarsi alla pittura: studiò presso Richard Zimmermann a Monaco, e poi presso Berdellé. Nel 1861, con l'intento di perfezionare i suoi studi e di approfondire la pittura paesaggistica, si recò a Parigi, dove frequentò Daubigny, Dupré, Rousseau e Corot, artisti che esercitarono un'importante influenza sulla sua formazione, e che lo spinsero a ritornare nuovamente nella capitale francese nel 1864. Durante quest'ultimo soggiorno parigino, Lier ebbe opportunità di conoscere più a fondo le opere dei vecchi maestri esposte al Louvre; approfondì invece il genere della Natura Morta durante un viaggio all'Isola Adam, realizzato con Dupré tra il 1864-65. Nel 1865 si recò in Inghilterra, per poi rientrare in Germania. Dal 1857 al 1873 Lier fu direttore di una scuola di pittura: tra i suoi allievi si ricordano Schönleber, J.Weglein, Baisch e R.v.Poschinger. Considerato eminente personalità nella vita artistica di Monaco, e ritenuto importante punto di riferimento per la pittura di paesaggio intimistico, fu nominato Membro Onorario dell'Accademia di Dresda nel 1868 e di quella di Monaco nel 1877; vinse una medaglia a Vienna nel 1873 ed una d'oro a Berlino nel 1877, nel 1878 partecipò all'Esposizione universale di Parigi.
Le sue opere sono conservate in numerosi musei, tra cui quelli di Berlino (Sera sull'Lsar - Giorno d'estate sul prato), Brema (Ritorno dalla mietitura), Dresda (Paesaggio), e Francoforte (La raccolta delle patate). |
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| E. Bénézit, Dictionnaire critique et documentaire des Peintres, Sculpteurs, Dessinateurs et Graveurs, Saint-Ouen, 1966, Vol. 5, pag. 574.
Ausst.-Kat. Neue Pinakothek, München. Die Münchner Schule 1850-1914. München 1979, pag. 290.
AA.W., Münchner Maler im 19. Jahrhundert, München, 1982, Vol. 3, pagg.52-55.
U. Thieme, F. Becker, Allgemeines lexikon der bildenden kunstler von der antike bis zur gegenwart, Leipzig, 1992, Vol. 23, pag. 211. |
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