Molte sono le scuole, le correnti, i fermenti che caratterizzano la pittura tra la fine dell’800 e i primi del ’900: La Scuola di Posillipo, i Macchiaioli, la Scapigliatura Lombarda, i coloristi Veneti, ma anche la pittura di “genere”, quella accademica Neoclassica, il Divisionismo, il Simbolismo, e altre ancora.
Alla trama che si intreccia fra queste componenti di matrice italiana, che si incontrano e si scontrano anche ferocemente alle Biennali e alle Promotrici dell’epoca, va aggiunta la contaminazione artistica con i movimenti presenti all’estero, senza dimenticarsi degli artisti italiani che lì hanno speso parte della loro vita, come Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, Corcos, Paolo Sala, e molti altri.
In questo universo storico artistico, dove ancora l’Italia non è considerata Stato, ogni regione e ogni provincia rivendica la propria indipendenza artistica. Ma l’unità della pittura italiana precede quella istituzionale: è infatti impossibile parlare dell’una e dell’altra senza ravvisare gli evidenti contatti testimoniati dalle esposizioni, dai cataloghi, dalle documentazioni fotografiche ed epistolari di cui questo periodo è così ricco.
E’ quindi all’interno di questa molteplice e poliedrica realtà che si concretizza il ruolo della Galleria che ricerca, valuta e seleziona le opere, forte anche della propria biblioteca, unendo cultura e sensibilità artistica.
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