Opere di carattere naturalistico e venatorio - I Edizione.
E' con grande piacere che presentiamo la I Rassegna di pittura, interamente dedicata a Natura e Caccia nell'arte europea dell'800. La raccolta delle opere ha comportato un notevole sforzo, in quanto è risultato estremamente difficile reperire sul mercato dipinti del XIX sec. di alta qualità, dedicati al soggetto venatorio, inserito nei più vari ambienti naturalistici. Abbiamo preferito privilegiare i temi che meglio riflettono il profondo ed autentico rispetto che il cacciatore nutre nei confronti della natura, osservata, indagata e conosciuta in tutte le sue manifestazioni. La nostra ricerca, quindi, si è indirizzata verso opere a tema, che possono ricordare e testimoniare il forte e profondo connubio, storico e secolare, tra ambiente ed attività venatoria. L'esposizione annovera principalmente opere di autori tedeschi, austriaci, danesi, francesi e italiani. Pittori autorevoli, quali, per esempio, Christian Kroner, Moritz Muller, Carl Zimmerman, Carl Friedrich Deiker, Anders Andersen-Lundby ecc., presenti nei più importanti musei europei, che hanno consacrato la loro attività alle rappresentazioni paesaggistiche, molto spesso realizzate en plein air ed incentrate sulla raffigurazioni di cervi, caprioli e camosci, magistralmente inseriti nelle suggestive distese boschive delle Alpi, e dipinti con un tale naturalismo da comunicare quell'autorevolezza e maestosità che è loro propria. Nella pittura nordica questi animali, in modo particolare il cervo e il cinghiale, nobili per tradizione, trovano, quindi, la loro legittima celebrazione, condivisa pienamente dalla sensibilità del cacciatore. Completano il panorama artistico europeo opere di pittori italiani, che contribuiscono ulteriormente a confermare quanto l'attività venatoria, talmente radicata nella nostra storia, ed espressa, nel corso dei secoli, anche attraverso l'attenzione per l'oggetto, l'abbigliamento, e l'artigianato, faccia profondamente parte della nostra cultura. Lo dimostra, ad esempio, il quadro di Giorgio Lucchesi, realizzato con una perizia quasi fotografica dei particolari, che indugia non solo sulla resa della selvaggina, ma anche sulla raffinata rappresentazione delle armi, della cassapanca e dell'intero arredamento della casa di caccia; lo confermano la tela di Pompeo Mariani, in cui viene trasposta una realtà profondamente conosciuta dal pittore, assiduo frequentatore della Zelata, una riserva di caccia del pavese, e l'opera di Eugenio Cecconi, considerato uno dei maggiori artisti italiani dediti al tema venatorio, che era solito raccontare nei dipinti le sue esperienze da cacciatore ed il profondo rapporto di complicità che si instaura con il proprio segugio; lo testimoniano il quadro di Beppe Ciardi, in cui sono rese quasi palpabili le emozioni del cacciatore, magistralmente inserito in una suggestiva atmosfera crepuscolare, e la tela di Alfredo Vaccari, consacrata alla rappresentazione di uno splendido esemplare di cane da caccia. Immagini eterogenee, scaturite da sensibilità diverse, che, sperando di essere riusciti a selezionare nel modo più pertinente, sia da un punto di vista qualitativo, che da quello di una fedele rappresentazione dei vari soggetti e aspetti dell'attività venatoria, ci auguriamo risultino ai visitatori come evocatrici di esperienze personali e di sensazioni intimamente sentite. |