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Pane e lagrime. Un capolavoro ritrovato di Domenico Induno (1815 - 1878)
Ottobre 1996
Presentazione di un dipinto di Domenico Induno.

E' stato quasi un colpo di fulmine! Un amore a prima vista! Quando vidi casualmente per la prima volta quest'opera di Domenico Induno, ne fui immediatamente colpito: mi domandavo come fosse possibile che un quadro così bello, così carico di emotività e di sentimento potesse essere lì di fronte a me. Non ebbi esitazione, convinto della bontà del dipinto e deciso a studiarlo sino in fondo, ne feci l'acquisto. Ogni giorno quando entravo ed uscivo di casa gli dedicavo sempre uno sguardo, quasi a cercare di scoprire il suo segreto; vedevo che era una pittura di grande livello, che usciva dalla norma, ma non riuscivo ancora ad inquadrarla bene nella sua identità.
Mi domandavo: 'Possibile che un'opera così significativa e così toccante non abbia alcuna pubblicazione, alcuna traccia che mi permetta di ricostruirne la storia?'
Continuando ad ossevarla per giorni e giorni, cominciai a cercare di stabilirne il titolo. Fui colpito dalla forza espressiva di questa madre disperata che piangeva e di questa bimba dolcissima che la guardava, quasi impaurita, stringendo fra le mani un pezzo di pane... 'E se fosse il celebre Pane e lagrime?' mi domandai. 'No, non è possibile -meditai-, figuriamoci, un'opera così importante sarà senz'altro in qualche museo o in qualche raccolta famosa'. Iniziai allora una meticolosa ricerca, partendo dalla ricostruzione della storia dal Pane e lagrime famoso: il dipinto fu acquistato nientemeno che da Francesco Hayez, fu presentato nel 1854 a Brera, esposto a Parigi nel 1855 all'Esposizione Universale, ed infine venne incluso nella mostra retrospettiva dei fratelli Induno del 1891 a Milano; da allora si persero totalmente le tracce e nonostante lunghe e faticose ricerche non trovai nessuna raccolta pubblica o privata che includesse il Pane e lagrime, l'opera dunque si trovava ancora sul mercato.
Tutti i cataloghi delle suddette esposizioni ne riportavano solo il titolo, ma nessuno di essi ne raffigurava l'immagine così da poter conoscerne l'esatta iconografia. Consultai anche la grande monografia di Nicodemi in cui vi sono raffigurate due versioni di
Pane e lagrime, ma una era datata 1869, mentre l'altra, oltre ad essere piuttosto abbozzata, era stilisticamente di epoca posteriore al 1854 (Esposizione di Brera).
Rivolsi anche la mia attenzione ad una raccolta di incisioni in cui tutti i fogli rappresentavano opere di famosi autori italiani esposte nel primo '800 alle Promotrici di Genova, e ne trovai una, datata 1858, raffigurante un dipinto di Domenico Induno da titolo Pane e lagrime: sì, il soggetto era simile al mio, ma i dettagli e le espressioni delle figure erano diverse.
Avevo quasi perso tutte le speranze, quando decisi di fare un ultimo tentativo: tra le riviste d'arte dell'epoca degli anni 1854-55 doveva pur essere commentata l'esposizione di Brera, chissà se anche con qualche illustrazione: un quadro, all'epoca così famoso, avrebbe certamente dovuto lasciare qualche traccia. Consultai in biblioteca tutte le riviste che mi fu possibile, finché mi vennero in mano le Gemme d'Arti Italiane del 1856, che riportavano un articolo di Michele Macchi scritto esclusivamente per quest'opera, con l'illustrazione della stessa identica al mio quadro anche nei più piccoli dettagli. Ero finalmente riuscito a scoprire che il mio quadro era proprio il Pane e lagrime esposto a Brera, a Parigi e di ex proprietà Hayez. A quel punto ho capito perché mi aveva così profondamente colpito: ero di fronte ad un'opera che decine e decine di importanti storici e critici, fra cui il francese Thèophile Gautier, hanno esaltato per decenni come una delle più innovative del tempo; essa segnava infatti una svolta netta nell'arte figurativa dell'epoca, abituata ad esprimersi prevalentemente in soggetti storici e classicheggiano, portandola invece verso la pittura di genere ma di forte contenuto ideologico e di grande impegno sociale. Ho pensato perciò che valesse la pena raccogliere tutta questa documentazione in una piccola monografia, al fine di dare il giusto merito a questo capolavoro della pittura italiana della metà dell'800.
 
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