Nato il 29 settembre 1804 nel paese alpestre di Montegrino Valtravaglia, presso Luino (Varese, allora in provincia di Como). A undici anni, per il suo precoce ingegno, il “Piccio” (“piccolo”) entra all’Accademia Carrara di Bergamo diretta da Giuseppe Diotti, dove concluderà gli studi nel 1820 ottenendo il primo premio alla scuola del nudo. Soggiorna a Cremona nel 1823, toccando Brescia nel 1829; visita diverse volte Roma, prima nel 1831, sostando al ritorno a Parma per studiare la pittura di Correggio e Parmigianino, poi nel 1845, passando da Firenze e Civitavecchia con l’amico Giacomo Trécourt, ancora nel 1847 o 1848 e certo nel 1855, spingendosi addirittura a piedi con il giovane Federico Faruffini sino a Napoli e Gaeta. Nel precoce saggio dell’Educazione della Vergine per la chiesa parrocchiale di Almenno San Bartolomeo (1826) la critica vi scorge già le qualità di una pittura magistrale: “Nei ritratti il minore dei pregi è una piena rassomiglianza. Tutti hanno anima, e vita, e pare venire a noi lo sguardo, e la parola. Sopra gli altri ottiene il vanto quello maggiore in grandezza, nel quale certamente nulla viene a cercare di meglio. E’ questa un opera superiore all’età, e di cui potrebbe gloriarsi ogni artista provetto” (Giornale di Bergamo, 14 settembre 1826). Dopo aver preso residenza e studio a Cremona a Palazzo Manna (1832), nel 1836 si stabilisce a Milano, dove alloggia e lavora in via San Primo n. 776 A (poi n. 4). insieme ad altri artisti, tra cui Pompeo Marchesi, professore presso l’Accademia di Brera. Nel 1838 partecipa per la prima volta all’esposizione Braindense con tre ritratti, un autoritratto, una Madonna orante e la grande tela dell’Aminta. Nel contempo, sino al 1851, partecipa alle esposizioni annuali dell’Accademia Carrara di Bergamo presentando i ritratti che con estrema rapidità realizza durante i soggiorni nel cremonese (presso casa Farina) e nel bergamasco (presso casa Marini, Tasca, Moretti e Carminati). Nel 1845, passando per Lugano, raggiunge Parigi a piedi con Giacomo Trécourt e qui è raccomandato a Gaetano Donizetti da Pompeo Marchesi. Nel 1857 trasferisce il suo studio in contrada Santo Spirito 1324 A (poi n. 9), che lascerà solo nel 1863 per recarsi nuovamente nella capitale francese. Specializzatosi nei ritratti di colti e facoltosi committenti, Giovanni Carnovali si dedica anche a una lunga serie di soggetti religiosi (dalle graziose Vergini oranti o contemplanti compiute sino dagli anni Trenta, alle Sacre Famiglie, alle Fughe in Egitto, alla grande Madonna del Rosario del 1851 per la parrocchia di Adrara San Martino, all’Agar del 1863, considerato il suo capolavoro per composizione, luminosità e il ductus pittorico dinamico e riassuntivo, dai contorni fusi ed incerti), leggendari (dai soggetti mitologici ed ovidiani a quelli ispirati all’Ariosto e al Tasso). Fervido disegnatore (circa mille fogli solo all’Accademia Carrara di Bergamo), amava la storia, la poesia e soprattutto fu amico ed estimatore di celebrità musicali quali il basso Ignazio Marini (si innamorò della sorella Margherita morta purtroppo precocemente), la soprano Maria Malibran, il compositore conterraneo Gaetano Donizetti ed altri. Muore annegato nel Po nei pressi di Cremona il 5 luglio 1873; la salma è trasportata con solenne cerimonia nella cappella dell’amico architetto e ingegnere Francesco Bertarelli nel cimitero di Cremona. Le sue opere sono conservate in molteplici collezioni pubbliche e private, tra le quali si ricordano la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (Scena biblica e Ritratto d'uomo in atto di scrivere, 1840-1843 circa), la Galleria degli Uffizi (Autoritratto, 1830), la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Palazzo Pitti di Firenze (Ritratto di Margherita Moroni), i Musei Civici di Pesaro nel Palazzo Mazzolari Mosca (Interno di chiesa con figure, 1865), il Museo civico Ala Ponzone di Cremona (Autoritratto, Ritratto della Signora Guelfi e alcuni disegni), i Musei civici di Vicenza (Sacra Famiglia con San Giovanni Battista bambino, 1840), la Galleria d’arte moderna di Milano (Autoritratto, 1832, Ritratto del cantante Ignazio Marini, 1838, Ritratto del cavalier Filippo Guenzati, 1841, Ritratto del pittore Giuseppe Diotti, 1850, Paesaggio dai grandi alberi, 1850, Davide placa Saul col canto, 1855, I tre nella casa di Abramo, 1855, Rebecca al pozzo, 1860, Bacco e Arianna danzanti, 1861, La primavera, 1861, Agar nel deserto, 1862, Immacolata concezione, 1865, Sacra famiglia, 1865, Ritratto di Benedetta Carminati Chisoli, 1867, Bagnante, 1869, Ritratto maschile (Giovanni Treccani?), 1870), il Gabinetto dei disegni del Castello Sforzesco di Milano (diversi fogli), la Pinacoteca Ambrosiana di Milano (Ritratto femminile, Flora), la Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo (Ritratto del conte Carlo Marenzi, 1826, Ritratto del conte Guglielmo Lochis, 1835, Autoritratto, 1846-1850, Ritratto di Giacomo Trécourt, 1847-1848, Ritratto di Pietro Ghidini, 1848, Madonna, 1860, Ritratto di Elena Marenzi, 1866, Ritratto di Gigia Riccardi, 1866, Giovane donna con fiori (La Flora), 1868), i Musei civici di Pavia (Arianna abbandonata, 1845-1850 circa, Fuga in Egitto, 1849, Ritratto virile, 1845-1850 circa, Giudizio di Paride, ante 1853), la Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza (Ritratto del dottor Anselmi 1863, Paesaggio a Brembate Sotto, 1863-1864 circa), la Quadreria Cesarini di Fossombrone (Ritratto dello zio, 1850), la Pinacoteca comunale Attilio Moroni di Porto Recanati (Figura di donna nuda in un bosco, 1804) e la raccolta d’arte della Fondazione Cariplo presso le Gallerie d’Italia di Milano (Ritratto di Pietro Ronzoni, 1825).

Милан

Via Senato, 45

T +39 02 87 23 57 52

Mail: milano@enricogallerie.com

Генуя

Via Garibaldi, 29 R

T +39 010 24 70 150

Mail: genova@enricogallerie.com

©2015 ENRICO Gallerie d'Arte - All Right Reserved - P.IVA 00985970094 | Privacy Policy | Cookie Policy | Site Map