Nato a Piove di Sacco (Padova) il 19 maggio 1856, mortovi il 17 dicembre 1921. Ebbe i primi rudimenti dell'arte dal Tessato e, mandato a Venezia nel 1873, vi frequentò quell'Accademia. Animo aperto alle nuove vie della pittura italiana, senti l'influenza del Morelli, che aveva frequentato per diverso tempo, e tale assimilazione conservò anche nelle sue ultime tele. Ebbe grande attività e trattò il quadro di genere, ispirandosi soprattutto alla vita del suo tempo in Venezia e dipingendo con un brio, una naturalezza e una spontaneità personali. Si ispirò anche, come il Favretto, alla vita del '700 veneziano, e con alcune opere si accostò molto a lui. Poco conosciuto in Italia, fu apprezzato e spesse volte premiato alle esposizioni estere. A Parigi frequentò assiduamente le esposizioni del Salone, dove figurò la prima volta nel 1886. Esordì all'esposizione dell'Accademia veneziana con un quadretto di genere, In attesa di un compratore. Nel 1881 all'Esposizione Nazionale di Milano partecipò con due opere, I pitori xe tuti mati e L'ultimo ricordo di famiglia, acquistato quest'ultimo dal comitato promotore della mostra, per la lotteria artistica. Nello stesso anno, alla Mostra d'Arte Antica di Venezia espose Una partita a carte; nel 1887, pure a Venezia, all'Esposizione Nazionale, il trittico Ben nutriti - Mal nutriti - Tristitia. Altre sue opere: Cara, ti xe tanto bela; La parodia dei forzati; Antichità, esposta nel 1889 all'Internazionale di Parigi; Scrivani pubblici, esposta a Lipsia (1894); Diurnisti a due lire, a Venezia nel 1895; Tavolozza politica, nel 1896 a Barcellona; e nel 1898, pure a Barcellona, il suo già noto dipinto I mal nutriti, per il quale guadagnò una medaglia d'argento; Angoscia, acquistata dal Re alla Mostra veneziana del 1897 e donata a quella Galleria d'Arte Moderna; Barbieri e Scrivani di Stato, a Torino nel 1895; Blondette, a Parigi nel 1899; Soli al mondo, a Leningrado nel 1902; Scopriti, passa un ferito del lavoro, a Londra nel 1906. Le sue opere si trovano sparse in molte collezioni private; circa trecento sono conservate dai figli a Padova. Fra i ritratti si ricordano: quello di Verdi; dello zio Romanio, del Figlio; del senatore Vettore Giusti del Giardino.

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