Nato il 6 gennaio 1874 a Montefiore dell’Aso, in Provincia di Ascoli Piceno. Nel 1888 s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ottenuto il diploma, dal 1892 al 1895 frequenta con una borsa di studio la scuola di decorazione pittorica del Museo Artistico Industriale di Roma, sotto la guida Domenico Bruschi e Alessandro Morani. Nel 1893 riceve il primo premio al saggio finale del Regio Istituto di Belle Arti di Roma. Conosce Nino Costa e frequenta il cenacolo “In arte libertas”, da lui fondato nel 1886, esponendovi annualmente dal 1897 al 1901. Sono di questo periodo alcuni piccoli dipinti di paesaggio e di figura a olio, a tempera, all’acquerello o a tecnica mista di tono quattrocentesco e preraffaellita simbolicamente evocativi, come il Paesaggio con fiume (1892), Mandorli (1895), Le ginestre (1896), La donna della fontana (1898), presentata alla III Biennale veneziana del 1899, Ritratto di Lina De Carolis (1899), L’angelo azzurro tra i cipressi (1899), Laudata sii per la bella luce che desti in terra, con la quale ottiene il primo premio al concorso Fratelli Alinari del 1899-1900, Concerto (1901) e Verba ad Pictorem Amatoris (1903), esposti rispettivamente alla IV e alla V Biennale veneziana, la Primavera (1903), inviata l’anno dopo in America all’Esposizione Universale di Saint Louis, Tramonto (1905), le variazioni sul tema delle Danaidi e Le Castalidi (1905, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). Torna a esporre alla Biennale di Venezia nel 1909 (Uomini e cavalli) e nel 1922 (L’Aurora). Nel 1897 inizia la decorazione a affresco della Villa Brancadoro a San Benedetto del Tronto, terminata nel 1904. Nel 1900-1902 partecipa al concorso Fratelli Alinari per una nuova edizione illustrata della Divina Commedia. Nel 1900 l’Accademia di Belle Arti di Perugia lo nomina accademico di merito e, l’anno seguente, quella di Firenze gli assegna la cattedra di ornato. Comincia una vasta produzione di illustratore di riviste letterarie e artistiche (Leonardo, Il Regno, Hermes, L’Eroica, Xilografia, Rivista marchigiana illustrata, Ebe, Novissima, Mago, L’Almanacco Italiano) e di manifesti (per la rivista Marzocco nel 1900, per l’VIII Biennale di Venezia nel 1909, per la Fiera esposizione di cavalli nel 1910 e per l’Esposizione industriale di Torino nel 1911). Stringe un rapporto di amicizia e di collaborazione con Gabriele D’Annunzio, Giovanni Pascoli e altri letterati, per i quali esegue illustrazioni grafiche (di Pascoli: Mirabile visione, 1901; Myricae e I Canti di Castelvecchio, 1903; Primi Poemetti e Poemi Conviviali, 1904; Odi e inni, 1906; Nuovi poemetti, 1909; Carmina, 1914; Poemi italici e le Canzoni di re Enzio, 1920; di D’Annunzio: Francesca da Rimini, 1902; La Figlia di Jorio, 1904; La fiaccola sotto il moggio, 1905; Laudi, 1908-1912; Freda, 1909; Notturno, 1917; di Corrado Govoni: Le Fiale, 1903; di Marino Moretti, La serenata delle zanzare, 1908; per l’editore Zanichelli, dal 1921, la collana Poeti Greci, tradotti da Ettore Romagnoli, e i Fioretti di San Francesco, 1926). Nel 1903 espone ad una personale alla Società promotrice di belle arti di Firenze. L’anno seguente prende parte a Firenze alla mostra del gruppo artistico toscano della “Giovane Etruria” e nel 1905 espone alla prima Mostra d’arte toscana nelle sale della Promotrice fiorentina. Di questo anno sono Il Ponte delle ore laboriose e gli affreschi per il villino Regis de Oliveira di Roma (distrutto). Nel 1907, oltre a decorare una palazzina in via Nardi a Firenze, inizia le decorazioni dei salone del Consiglio provinciale di Ascoli Piceno, terminate nel 1909. Nel 1908 vince il concorso per il progetto di compimento e di decorazione del Salone dei Quattrocento nel Palazzo del Podestà di Bologna, lavoro che lo impegna fino alla morte. Nel 1912 promuove l’Esposizione Internazionale della Xilografia di Levanto con la partecipazione dell’Austria, Belgio, Francia ed Inghilterra e nel 1914 partecipa all’Esposizione Internazionale del Libro e Arte Grafica di Lipsia. Nel 1915 è nominato titolare della Cattedra di Decorazione dell’Accademia di Brera di Milano; due anni più tardi insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra il 1916 e il 1920 sono le decorazioni dell’Aula Magna dell’Università di Pisa (perdute); nel 1921 quelle della facciata del Palazzetto Veneto a Ravenna (perdute) e tra il 1922 e il 1924 quelle della Sala del Consiglio Provinciale di Arezzo. Nel 1920 riceve un Diploma di Merito alla Mostra Nazionale d’Arte Sacra di Venezia. Nel 1922 si trasferisce a Roma per insegnare scenografia e poi decorazione all’Accademia di Belle Arti. Nel 1923 è nominato Insigne Accademico dell’Accademia di San Luca di Roma. L’anno seguente pubblica a Roma il volumetto storico La xilografia. Tra il 1924-1925 affresca il Crocefisso per la cappella ai caduti nella collegiata di San Ginesio a Macerata; sempre nel 1925 avvia la decorazione della cappella di San Francesco nella chiesa del Santo a Padova; l’anno seguente realizza la vetrata e il mosaico per la cappella di villa Puccini a Torre del Lago. Muore a Roma il 7 febbraio 1928.

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