Nato il 31 agosto 1852 a Ferrara, morto il 21 giugno 1920 a Lavagna (Genova). Studiò a Ferrara con Gaetano Domenichini e Giovanni Pagliarini, poi a Firenze con Amos Cassioli e compì la sua educazione artistica all'Accademia di Brera con Giuseppe Bertini. Nei primordi della sua carriera subì l'influenza del Cremona; ma questa influenza, anziché con la tecnica, egli la manifestò con il suo modo di sentire lirico e patetico, con la immaginazione passionale e con una sognatrice rappresentazione della storia co¬me egli la intendeva, sintetizzata nelle sue scene e nelle sue figure. Eluse così la tendenza al quadro storico-patriottico del suo tempo, e iniziò la sua carriera di grande illustratore della storia con l'opera Paolo e Francesco, dell'Accademia Carrara di Bergamo. Prima di, questo dipinto aveva esposto Le orge di Cesare Borgia a Capua, col quale aveva impressionato per la grandiosa linea del suo pennello narratore in un'opera di così grandi dimensioni. A questo primo periodo appartengono le opere Gli ostaggi di Crema, nella Pinacoteca di Brera, dichiaratamente romantica e con la quale nel 1878 vinse il Premio Canonica; Torquato Tasso morto; Cleopatra morente; Fumatrici d'oppio. In questa tematica, guardando anche al Morelli oltre al Cremona, rimase almeno fino al 1887. Qualche anno dopo è il suo incontro con Vittore Grubicy de Dragon e col Divisionismo, che gli parve il mezzo tecnico per realizzare le sue nuove aspirazioni idealistiche e luminose. È infatti del 1891 la Maternità, primo esempio di questa sua nuova concezione, seguita, poi, dalla Madonna dei gigli, del 1894, nella Galleria d'Arte Moderna di Milano. Fra queste due ten¬denze è chiaro segno di passaggio L'innocenza (scena pastorale). Egli poi liberò ancora il suo pennello da tutte le reminiscenze del quadro storico, per sollevare la sua immaginazione ai rari campi di una mistica emotiva, e dipinse: Il funerale della vergine; La danza delle ore; Re Sole, nel Museo Reale di Bruxelles; Viaggio nell'azzurro, nella raccolta Antonioli; Caduta degli angioli; Carovana nel deserto; Creazione della luce; Poesia inferiore; Poesia superiore; Sogno; Estate; Il bacio; Novara; L'uscita di chiesa. A queste opere ne fece seguire altre ispirate a misticismo puro: Marie spasimanti sotto la Croce; La Via Crucis; L'Ascensione di Maria; I Re Magi, ritentati più volte in diverse epoche, e La Sacra Famiglia. Fu il drammatico celebratore degli amori superiori e delle figure ideali. Dimostrò grandissima facilità nel compiere nobilmente tele di grandi superfici, come: Tìremm innanz, nella Galleria d'Arte Moderna di Milano; come colorista fu quasi sinfonico; in lui la concezione coloristica del quadro prevalse sopra la parte rappresentativa della forma, sulla quale anzi ebbe originali ubbie di distruzione. Seppe dare concretezza pittorica alle immagini quali ci appaiono in sogno. Le deformazioni delle sue figure sono parti, se pure negative, del trionfo del suo pensiero pittoricamente spiritualizzato. Le sue Madonne hanno completa assenza di femminilità e di carnalità, come è voluto dalla concezione religiosa. Nella Galleria d'Arte Moderna di Milano, oltre alle già citate, si conservano varie opere, fra le quali: La Madonna dei crilantemi; Donile e bambini in giardino; l'acquerello per l'opera Il Re Sole. Una variante del Re Sole; Viaggio nell'azzurro; L'Adorazione dei Magi, nella Galleria d'Arte Moderna di Roma. Il Carroccio e Mammina, nella Galleria Paolo e Adele Giannoni di Novara. Il Ritratto del pittore Campi ed alcuni disegni. Altre opere: La casa della Madonna, nella collezione Valcarenghi. Diva nutrice; Preferenza; Orrori della guerra; Oporto; Io sono la via, la verità, la vita; Alla porta dell'harem; Abelardo; Chiaro di luna; Uva; Il Verbo; La via del Calvario; Scialletto rosso, già nella raccolta Benzoni. Bucintoro; Caravelle genovesi; Galere pisane; Il Resegone, nella Galleria d'Arte Moderna di Ferrara. Sul prato (1889-1890) nella Galleria d'Arte Moderna di Firenze. Testa di Cristo, nella collezione Turri di Milano. Fuga in Egitto, nella raccolta Finazzi di Bergamo, ed una serie di quadri con fiori. Dal 1917 le vicende familiari lo distolsero dalla pittura. Oltre alle opere di pittura, il Previati ha lasciato agli studiosi tre volumi sulla teoria e la tecnica pittorica.

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