Nato a Mondovì il 5 gennaio 1844, morto a Torino il 23 novembre 1898. Studiò all'Accademia Albertina di Torino, allievo di Gaetano Ferri, ed espose per la prima volta nel 1863, a Firenze ed a Torino. Poi fu presente a tutte le più importanti manifestazioni d'arte italiane e straniere: a Monaco, Vienna, Dresda. Dapprima i suoi quadri ebbero riferimenti storici letterari, come nel Vittor Pisani in carcere (1863) e nell'Amleto nel camposanto (1866). Poi, affinando la sua sensibilità attraverso la conoscenza di altri artisti come il Pisani e il Fortuny, egli si volse al quadro di genere in costume ed infine a quello popolare, al quale restò fedele tutta la vita, diventando così il vero pittore di genere, rappresentativo del Piemonte. Attento, chiaro, limpido, interessante per la pacata unità tonale dei suoi quadri pur così secchi, disegnati e descrittivi, il Quadrone è uno dei molti artisti che con quadretti di genere alimentarono la viva pittura italiana in epoca neoclassica e romantica, prima del soffio vivificatore dell'impressionismo. Fu soprannominato il «fiammingo piemontese», e ben gli si addice questo appellativo, non solo per la magistrale esecuzione dei suoi dipinti, ma per il verismo ingegnoso e immaginoso col quale seppe rendere interessante un nonnulla. Visse molto a Parigi, dove conobbe il Meissonier e il De Nittis. Soggiornò anche in Sardegna, traendone scene di caccia fra le più efficaci. A Torino nel 1892 fu premiato con medaglia d'oro del Re, e la grande medaglia d'oro ebbe pure a Firenze, nel 1897. Molte fra le sue migliori opere non si possono qui elencare perchè appena finite egli le spediva all'estero, ai committenti e ai negozianti d'arte. Alla Promotrice torinese espose: nel 1867, Margherita; nel 1868, Il gentiluomo musico; nel 1869, L'agguato, che ora è conservato nel Museo Civico di Torino, con Ronzino sardo, espostovi nel 1888; Una vecchia berlina, espostavi nel 1890; Studio di paese (Sardegna); Vergognosa! (La modella); leoni e Sant'Antonio al seppellimento dell'eremita San Paolo, donato dalla famiglia Quadrone, e 21 fra disegni e studi. Nel 1870, sempre alla Promotrice, presentò In riposo; nel 1871: In tempo di pace; Un giullare, attualmentenella raccolta dell'ing. Ercole Norsi di Torino, e Ritratto; nel 1872, Bottega; nel 1875, A quattr'occhi; nel 1880: Dopo la rappresentazione; Un naturalista; Un pittore nello studio; Il giudizio di Paride e II circo, che fu riesposto a Venezia nel 1895 e poi nella Mostra dell'Ottocento tenutasi pure a Venezia nel 1928; attualmente è nella raccolta del comm. Carlo Quadrone di Torino. Nel 1884, all'Esposizione Nazionale di Torino figurarono le tele: Provvisione in Sardegna; Mercato in Piemonte; In Sardegna e Carità. Ancora alle Mostre della Promotrice presentò : nel 1886 : Mercanti ambulanti e Una fermata; nel 1887, Per viaggio; nel 1888: Alle groppe e Suonatori ambulanti; nel 1889, Dopo una battuta; nel 1891, Cacciatore clandestino. Alla II Biennale Veneziana (1897) inviò Preludio di una battagliuzza; a Firenze, nello stesso anno, Il tempo minaccia. Presso il comm. Delleani di Carignano si conserva la più numerosa e bella raccolta di opere di questo artista; si citano: Ritorno dal mercato; I due cuccioli; Confidenze; Una spacconata; L'aratura; Uccisa, ferita, mancata; In paese; In ferma; Giullare con cani; Soggetto sardo; L'egoista; Battaglia di bassotti; Dichiarazione difficile; Ritorno alla fattoria; Pulizia generale. La Galleria d'Arte Moderna di Roma possiede di lui II ritorno. Altri dipinti si trovano in collezioni private italiane: Dichiarazione, presso i Successori di P. Presbitero in Torino; Partenza per la caccia in Sardegna, nella raccolta del signor Ferdinando Colonna pure di Torino; moltissimi all'estero.

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