Nato a Sassari il 30 novembre 1858, morto a Genova il 20 novembre 1945. Paesista, trattò esclusivamente le marine con bell'impeto drammatico. Studiò all'Accademia di Genova, allievo del Luxoro, e fissò dimora in quella città, memore dell'origine ligure della propria famiglia. Partecipò a tutte le esposizioni genovesi. Citansi di lui: L'antro del diavolo, ora ad Alessandria d'Egitto; Poi torna il sole, Un limoneto; La scala del carbone e Un mattino nel porto di Genova, entrambi esposti a Roma nel 1906; Piccola spiaggia, nella Galleria di Genova. Aveva esordito pubblicamente nel 1880 a Genova (Società Promotrice di Belle Arti) e nel 1882 a Torino (Società Promotrice di Belle Arti), per poi inserirsi nell'ambiente artistico ligure con l'appartenenza al cenacolo artistico-letterario della Trattoria dei Mille, sulla marina di Sturla, ed alla Famiglia Arti¬stica Genovese, nei fondi di Palazzo Gambaro in via Nuova. Una sua Marina, datata 1892, fu acquistata dal re Umberto I; lo Scoglio di Quarto, datato 1896, dal Comune di Sassari; L’Antro del diavolo a Vernazza, datato 1899, e già citato, dal Kedivé d'Egitto, una Marina, datata 1907, dal pittore Antonio Mancini, in segno di ammirazione. Per avere illustrato magistralmente l'impeto primordiale del mare ed il tumulto dei flutti e dei marosi venne detto, fra il serio ed il faceto, il «Tempesta» dell'Ottocento. Appartenne all'ultima pattuglia della scuola pittorica genovese dei grigi e, in chiave pittorica, ricalcò la strada percorsa dai precursori nelle vallette d'Albara, sulle scogliere di San Nazaro, lungo le colline di Carcare, in Liguria, e attraverso le valli piemontesi.