Nato a Brescia nel novembre del 1851, morto a Milano il 6 marzo 1895. Trattò il quadro di genere, storico e il paesaggio. Di povera famiglia, fu dapprima commesso di drogheria, poi scrivano presso un notaio, ed intanto frequentava la Scuola serale di disegno annessa alla Pinacoteca Tosio di Brescia. Ottenuta una piccola pensione comunale, potè recarsi a Milano, all'Accademia di Brera, dove studiò sotto la guida del Bertinl; ma si senti subito portato verso il Cremona (come si vede nel ritratto di Re Umberto, dipinto per il Comune di Brescia) e verso il Fontanesi per il paesaggio. Vinse la pensione triennale di Brescia con il quadro Studio di nudo, ora nella Pinacoteca Tosio. Nel 1879 si recò a Parigi per prepararsi ad un grande concorso a tema fisso. La Fulvia svela a Cicerone la congiura di Catilina, ora nella Pinacoteca di Brescia. Più tardi, amareggiato, pensava di lasciare la pittura, ma subito gli venne concesso un sussidio e la commissione di eseguire un quadro storico, che fu Caligola morto. Nel 1889 vinse il concorso di fondazione Canonica al quale era imposto il tema II maglio; l'anno seguente, il premio Mylius con un quadro di genere, Alcuni contadini intenti alla cardatura della canapa: entrambi i lavori ora sono collocati nella Pinacoteca di Brera, a Milano. Il Filippini prese parte a molte esposizioni: a Roma, Venezia, Monaco di Baviera, ecc. Morì a Milano povero come quando vi era giunto giovanetto. Alcune sue opere: Paesaggio, proprietà della signora Emilia Ferri Fioretti; Dopo la pioggia, proprietà dell'avv. Ermanno Albasini; Fra le mura del Chiostro; Spiaggia di Finalmarina; Tramonto; Magro pasto; La martire cristiana; Il Mella in Val Trompia; Piove; Betulle. Alla Galleria d'Arte Moderna di Milano trovansi: Vespero di novembre; Mattino di novembre a Ligurno; Bufera imminente; Ritratto di Carlo Treccani; Nevicata e due marine. Nel 1895 alla Famiglia Artistica fu indetta una mostra postuma delle opere sue. Su lui e sulla sua arte, così si esprime Giorgio Nicodemi : « Il Filippini, con Eugenio Gignous e con Filippo Carcano, diede le prime conclusioni paesistiche alla pittura lombarda derivata dall'impressionismo romantico di Tranquillo Cremona. I suoi dipinti, tutti scrupolosamente eseguiti sul vero, dalla precisa rappresentazione delle cose ottenute con un esattissimo senso delle tinte pacate, e come riassunte da una intonazione generale profonda, fanno tutti apparire una grandezza pànica e un sentimento raccolto di poesia, che dà la misura dell'originalità dell'artista ».