Nato a Ravenna, contemporaneo di Giovanni Fattori e di Telemaco Signorini, visse pressoché ignorato a Livorno. Fu il pittore del mare in tempesta. La sua pennellata è tagliente, nervosa, senza pentimenti o preoccupazioni di tecnica o di moda; chiara, ferma, sicura. Nel fermare sulla tela l'onda agitata, o la nube bianca vagante nell'azzurro spazio, egli è dinamico e sonoro. Le striscie di mare verde smeraldo, o di oltremare intenso, i venti di libeccio, i battelli scaraventati contro il duro scoglio, colanti a picco; i tuoni, i lampi, erano i suoi soggetti preferiti. Boicottato, fu costretto a dipingere un po' per tutti i gusti, contro ogni suo volere ; ma nelle tavolette, negli studi, negli appunti, che per sé dipingeva, era assai efficace. Fu per qualche anno insegnante all'Accademia Navale di Livorno, posto che l'altrui animosità riuscì a togliergli. Una sua opera. Barca da pesca, è di proprietà del signor Ettore Landi di Milano.