Nato a Milano. Autodidatta, studiosissimo, fu buon disegnatore, abile soprattutto nel cogliere, come nota Camillo Boito in «Pittura e Scultura», « delle cose ridicole la faccia patetica e delle pretensiose la faccia buffa ». Per ventanni direttore della Scuola d'Arte di Venezia, nella quale insegnò figura e composizione decorativa industriale, si dedicò con scrupolo e amore al suo compito didattico, poco curando le esposizioni, nelle quali tuttavia le sue opere furono sempre apprezzate. Si citano: Vizio e virtù; Le scene indiscrete; Un villano in cattive mani; In sagrestia; Il saltimbanco al letto della moglie morente; La santa mormorazione e I preparativi per un ballo in maschera, quest'ultime due presentate alla Esposizione tenutasi in Parma nel 1870; Fiori di rupe e Pax, esposte a Venezia nel 1887; Un episodio del carnevale di Venezia; La moglie del traviato. Esercitò con brio la critica d'arte per giornali italiani e francesi.