Nato a Genova il 3 giugno 1848 e ivi morto il 20 maggio 1926. All'Accademia Ligustica studiò disegno col Cambiaso e incisione col Granara; a Firenze per la pittura fu discepolo di Carlo Markò; a Roma, frequentò e subi l'influenza dei pittori spagnoli che allora vi sd trovavano, dal Fortuny al Villegas. Ma più lo attrassero i paesisti piemontesi e liguri. Diciottenne, fu con Garibaldi a Condino, e vi rimase ferito. Da questo bell'episodio della sua gioventù derivò una spiccata preferenza per i soggetti militari. Trattò molto anche il paesaggio. Espose fra il 1870 e il 1879 a Genova, a Firenze ed a Roma. Nel 1880, in seguito ad una malattia agli occhi, dovette abbandonare la pittura, ma seguitò ad occuparsi di arte, e si dedicò alle ceramiche ed all'arredamento. Temperamento equilibrato, segui sinceramente le buone tradizioni della pittura piemontese e ligure. Fra i suoi lavori si ricordano : Bivacco, nella Galleria d'Arte Moderna di Genova ; Perlustrazione nella Campagna romana sotto la pioggia; Reclute; Il mattino alla foce dell'Arno, proprietà della Camera di Commercio di Genova; Rivara, nella raccolta dell'architetto Mario Labò; A Rapallo (acquaforte).