Nato a Monza il 13 ottobre 1840 e morto nella stessa città il 15 marzo 1904. Entra sedicenne all’Accademia di Brera, dove studia disegno architettonico con il viennese Federico Schmidt, scenografia e prospettiva con Luigi Bisi, disegno e ornato con Giuseppe Sogni e Leandro Bernacchi, e paesaggio con l’austriaco Albert Zimmermann. Qui ha come compagni Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Filippo Carcano e i due “ticinesi” Antonio Barzaghi Cattaneo ed Ernesto Fontana con cui condividerà, dal 1862, lo studio in Via San Primo a Milano. Dopo la partecipazione alla Seconda Guerra d’Indipendenza, dal 1863 segue la cattedra di pittura del Bertini succeduto ad Hayez. I suoi primi saggi sono ritratti, oggi nei Musei Civici di Monza, e dipinti di pittura storica e di soggetto popolare, esposti a Brera tra il 1862 e il 1866: l’Arciprete Stefano Guandeca che accusa l’arcivescovo di Milano, Anselmo Pusterla, di tradimento sacrilego, La congiura di Pontina, La comunione di San Luigi e La vigilia della sagra, che apre la serie dei chierichetti che acquisterà successivamente piena autonomia con Una buona fumata del 1872 (Milano, Collezione Giovanni Treccani degli Alfieri), che vince nel 1877 il Premio Principe Umberto. Emergono nel 1865 la prima versione di Cleopatra, stupendo nudo dal vero, e la prima versione de La Signora di Monza, con una più accentuata attenzione psicologica per il personaggio. Conclude il primo periodo milanese con La visione di Saul (1866), ottenendo il Pensionato Oggioni dell’Accademia di Brera che gli consente di viaggiare per due anni nelle città d’arte, da Firenze a Roma a Venezia, dove studia il colorismo di Giambattista Tiepolo, sino a Parigi, dove entra in contatto con la pittura neosettecentesca di Jean-Louis-Ernest Messonier e di Mariano Fortuny. Nella sua piena maturità si dedica, oltre a temi danteschi o ispirati al romanzo Cento Anni di Giuseppe Rovani, caro amico del pittore (Pittore Londonio e il perduto Colloquio del Galantino con donna Clelia), anche a soggetti tratti dalla vita contemporanea, come La Lettrice (1867) e Fratelli al campo (1869), entrambi alla Pinacoteca di Brera, Benedizione delle case e Uscita di chiesa (1870), l’Interno del Duomo di Monza, esposto a Brera nel 1874 e acquistato dal re del Belgio, Ritorno dalla sagra del 1877 (Milano, Galleria d’arte moderna), che inaugurano quel filone di interni di chiesa che culmina con La parola di Dio del 1887 (Roma, Galleria nazionale d’arte moderna). Nel ritratto si distingue sin dalle prime opere giovanili, con i ritratti del nipotino e poi allievo prediletto Pompeo Mariani (1868-1870 circa), e col magistrale Ritratto di nobile signore, in cui raffigura il padre, col quale vince nel 1874 il Premio Principe Umberto (che si aggiudicherà ancora nel 1900 con Interno di casolare a Gignese e nel 1904 con La partenza pel duello). Pittore eclettico e versatile, oltre l’acquerello e l’acquaforte (nel 1896 vince un premio al Concorso della Calcografia Nazionale) sperimenta anche l’affresco decorando la Villa Giovanelli a Lonigo, presso Vicenza (1877), la saletta della Stazione ferroviaria di Monza (1883) e Palazzo Turati a Milano (1885). Dal 1879 tratta soggetti ambientati nella laguna veneta, specialmente a Chioggia (ad esempio, Porto di San Felice a Chioggia e Traversata in Laguna, entrambi del 1885 e conservati presso la Galleria d’arte moderna di Milano), che alterna a vedute lombarde riprese nei lunghi soggiorni a Gignese, sul lago Maggiore, e a caratteristiche immagini di vita milanese, perlopiù notturne e invernali. Nel 1898 vince il concorso di professore e direttore dell’Accademia Cignaroli di Verona, e si trasferisce nella Villa Berengario, in borgo Tascherio. Vi rimarrà solo un anno. Alla fine del 1899 ritorna a Monza dove muore il 15 marzo 1904. Due anni più tardi gli viene dedicata una mostra nell’ambito dell’Esposizione Universale di Milano.

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