Nato a Piacenza il 4 maggio 1835 e morto nella stessa città il 5 gennaio 1911. Durante gli studi umanistici all’Istituto “Gazzola” di Piacenza assiste come dilettante alle lezioni del pittore Lorenzo Toncini; frequenta poi lo studio del pittore ornatista Bernardino Massari. Dal dicembre 1854 soggiorna per diversi anni a Roma senza iscriversi in alcuna Accademia e qui frequenta lo studio del paesista Alessandro Castelli, che lo avvia a uno studio attento del vero. Entra poi in contatto con Nino Costa e, tramite questi, con la cerchia dei Nazareni e dei pittori di paesaggio francesi, tedeschi ed inglesi della corrente romantica (tra gli altri, Arnold Böcklin). Dopo il tentativo fallito di arruolarsi volontario alla Seconda guerra di indipendenza, si trasferisce prima a Bologna (1860), poi a Milano (1862), ed infine, insieme alla famiglia, a Firenze (1863), dove si avvicina ai grandi artisti macchiaioli. Nel frattempo espone a Piacenza (Galleria Ricci-Oddi, Palazzo Mandelli) e all’Esposizione di Belle Arti di Torino, fin dal 1861, dove una sua Veduta del Castello di Bardi è acquistata dal Principe Amedeo di Savoia (1867). Nel 1870 ritorna a vivere a Piacenza, alternando periodi di villeggiatura nella villa paterna di Roncolo di Groppallo: da qui trae i suoi celebri paesaggi ispirati all’Appennino e le sue graziose vedute rurali di pastorelle ed armenti. Dal 1870 espone alla Mostra di Belle Arti di Parma e alla Società Promotrice per le Belle Arti di Milano, ricevendo ottimi apprezzamenti di critica. Si trasferisce di nuovo a Firenze, dal 1875 al 1895, continuando a prendere parte a diverse esposizioni: tra le quali, a Milano, l’Esposizione Nazionale (1881) e la Permanente (1893), a Torino, l’Esposizione Nazionale (1884) e la Società Promotrice di Belle Arti (1894). Nel novembre 1895 si trasferisce definitivamente a Piacenza, accogliendo l’invito dell’Istituto “Gazzola” di succedere al Pollinari nella cattedra di Figura, che terrà fino al 1908. Espone ancora alla Promotrice di Torino (1896, 1898, 1899, 1900), alla Festa d’arte e dei fiori di Firenze (1897), alla II Esposizione Internazionale di Belle Arti di Venezia (la Biennale, 1897) e all’Esposizione Generale italiana (1898). Al principio del Novecento i suoi quadri sono acquistati da importanti collezioni permanenti: l’Autunno dalla Galleria Nazionale d’arte moderna di Roma (1900), la Letizia dalla Duchessa di Genova (1900), In alto dal Museo Civico di Torino (1902). Pochi mesi dopo aver esposto dipinti e disegni in una sua mostra personale a Parma, muore a Piacenza il 4 gennaio 1911. Le sue opere sono conservate in diverse collezioni pubbliche e private italiane e straniere: tra le quali, la Galleria d’arte moderna Ricci-Oddi di Piacenza (gli oli: Passo difficile, 1870, Appennino Piacentino (Val Nure), 1875-1877 circa, Testa di mulo, 1880 circa, Teste di pecore, 1880 circa, La casa di Roncolo con le ragazze che fanno la calza, 1880-1887 circa, Ritorno dal mercato dopo la nevicata, ante 1887, L’abbeverata del gregge nel Rio Restano, 1890 circa, I monti presso la casa di Roncolo con Tacchini, 1890 circa, L’Appennino nei pressi di Roncolo di Groppallo, 1890 circa, Ribelli, 1890-1895 circa, Autunno nel bosco di faggi, 1895 circa, Siesta o pecore al riposo,1900 circa, Meriggio, l’ora del pasto, 1900 circa, La sorgente dei Lamoni, 1890-1895 circa; i disegni: Veduta di monti, 1850, Merita poi tanto la leggiadra amica?, 1856 circa, Caricature e ballerini, Caricature, Paesaggio con piante, 1867, Punta della Mangosa, 1867 circa, Appennino piacentino, 1873-1875, La mucca sfracellata, 1880-1890 circa, Testa di giovane montanaro, 1880-1890 circa, Boscaglia, 1886), i Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza (Pastorella al pascolo, 1880, Due pecore e un asino, 1880, I due cugini, 1890), la Galleria d’arte moderna di Roma (I primi a far la rotta, 1884, acquistato alla Esposizione Nazionale di Torino, Autunno, 1900), la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Torino (Il fischio della locomotiva, 1880, In alto o Richiamo, 1902), la Galleria Nazionale di Parma (i bozzetti Pendice rocciosa, 1867 e Montoncino accosciato, 1880 circa, quest’ultimo acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1914, gli oli Teste di pecore, 1850, Gli amici, 1885, Bosco, 1890, Salici, 1890), la Pinacoteca Stuard di Parma (gli oli, del 1850, Paesaggio rurale, Pace montana, Pecora e Scena campestre con figure).

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