Nato a Fontebuona presso Firenze il 26 luglio 1836 e morto a Firenze il 23 maggio 1886. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze, perfezionandosi con lo sculture Aristodemo Costoli, nel 1859 interrompe gli studi per partecipare alla seconda guerra di indipendenza con il secondo battaglione dei bersaglieri toscani. Tornato a Firenze nel 1860, riprende gli studi e si avvicina al movimento artistico dei macchiaioli. Nel 1863 l’Accademia fiorentina gli assegna l’ambito “posto di studio” a Roma, grazie al quale nel 1867 può recarsi a Napoli e sviluppare la sua personalità artistica liberandosi dall’accademismo. Ben presto intorno a lui si forma la cosiddetta “scuola di Resina”, frequentata appunto da giovani pittori, tra cui Marco De Gregorio, Giuseppe De Nittis e Federico Rossano, da lui orientati allo studio diretto della natura secondo il nuovo indirizzo avviato dai macchiaioli. Le opere di questi anni, sia dipinti di ridotte dimensioni (II compito, La veglia, Mamma e bambino, Bambino che os¬serva il lume, collezioni private) sia piccole terrecotte (La moglie incinta, Napoli, Museo di Capodimonte), riguardano soprattutto interni e scene domestiche, fatta eccezione per una Veduta di Napoli (1865 circa, Firenze, Galleria d’Arte Moderna). Nel 1870 si trasferisce per un anno a Parigi, ospite dell’amico De Nittis, grazie al quale ottiene la commissione da parte del pittore francese Jean Georges Vibert della versione in marmo di un gruppo in gesso, Il bambino col gallo, modellato alla fine del 1868. L’opera è ammirata al Salon del 1870 ed è acquistata dal mercante americano Stuart per riproduzioni in bronzo multiple. L’anno seguente si sposta a Londra, dove lavora per circa un anno come caricaturista per il periodico Vanity Fair. Nel 1873 collabora con Diego Martelli e Telemaco Signorini alla pubblicazione del Giornale artistico, inserendovi numerosi scritti critici sui macchiaioli e sulla sua adesione all’ideologia realistica influenzata sull’esempio e dalle idee di Courbet (tra le opere di più avanzato realismo, lo “scandaloso” Cane che defeca e Lavandaia). Tra le altre sculture più significative di quest’ultimo decennio si ricordano i gessi Una sorpresa per le scale e La madre, entrambi presentati all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino del 1880; il secondo, ora nella Galleria d’arte moderna di Firenze, ispirò un’ode a Carducci. Nel 1883, all’Esposizione Internazionale di Roma, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di quella città acquista una versione in bronzo di Una sorpresa per le scale. L’anno seguente è nominato dal ministero della Pubblica Istruzione maestro di disegno presso l’istituto superiore di magistero femminile di Firenze, carica che ricopre sino alla sua morte precoce, avvenuta a Firenze due anni dopo.

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