Dopo i primi studi a Torino (allievo del Milani), si trasferisce a Genova nel 1902, esordendo l'anno dopo alla Promotrice col dipinto "Jacopo Ortis". Lo stretto rapporto col Nomellini lo convertì al Divisionismo; insieme al fratello Gian Maria oltreché ad altri artisti, come Eugenio Olivari, Paolo De Gaufridy, Giuseppe Giglioli, contribuì alla fondazione del Gruppo dei Nove, artisti e intellettuali che si riuniscono alla Società di Letture Scientifiche. Nel 1907 eseguì l'opera "I conquistatori del sole", dipinto a sfondo sociale eseguito con tecnica divisionista. Lo esporrà, poi, a Parigi nel 1909, al Salon d'Automne. Sempre nel 1909 si trasferisce a Parigi, dove vivrà per circa dieci anni, insieme al fratello Gian Maria. Nel 1910, causa le insistenze di Marinetti e Severini, partecipa al movimento futurista, ma per un periodo assai breve. A Parigi frequentò numerosi esponenti dell'avanguardia artistica e teatrale; coinvolto dal fratello Gian Maria, si dedicò alla scenografia, preparando una serie di bozzetti teatrali. L'anno 1914 segna, probabilmente, il punto di massima ascesa del pittore a Parigi, dove tiene la sua prima mostra personale esponendo l'opera "La grande Farandole" (Farandole a Montmartre); in questo periodo preoccupazione del Cominetti è quella di creare un rapporto tra ambiente artistico italiano e francese. Combattente nelle prima guerra mondiale, ne ricava un ampio numero di disegni, che esporrà poi in numerose città europee fra cui Milano e Genova. In alcuni dipinti, eseguiti in questo periodo, Cominetti attenua l'acceso cromatismo degli anni parigini, per giungere ad un impasto tonale meno acceso, più drammatico. Negli ultimi anni il Cominetti s'impegnò nel campo della scenografia. Nel 1919, col fratello, fu tra i fondatori del Gruppo futurista genovese. Nel 1925 ideò e realizzò scene e costumi per lo spettacolo Tour de Cartes rappresentato dal fratello Gian Maria, al Festival del Teatro di Parigi, nell'ambito dell'Esposizione Internazionale di Arti decorative. A Parigi, nel 1926, ebbe luogo una sua grande mostra personale e numerose altre furono allestite a Roma e a Genova, presso il Circolo della Stampa. Nel 1928, causa le conseguenze di un grave incidente stradale, rallentò drasticamente la sua attività d'artista. Sue opere si trovano presso la Galleria d'Arte Moderna di Genova, le Gallerie Nazionale e Comunale d'Arte Moderna di Roma, la Mitchell Wolfson Jr. Collection. Per un ulteriore approfondimento relativo all'elenco ed alla esatta collocazione delle opere, si rimanda alla monografia del pittore Giuseppe Cominetti a cura del Prof. G. Bruno, Stringa editore, Genova 1983.

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