Nato a Barletta il 25 febbraio 1846 e morto a Saint-Germain-en-Laye il 23 agosto 1884. Svolge il suo apprendistato presso il pittore barlettano Gianbattista Calò e il pittore foggiano Vincenzo Dattoli. Lascia dopo due anni l’Istituto di Belle Arti di Napoli (1863) - dove studia disegno sotto la guida di Giuseppe Mancinelli e pittura di paesaggio con Gabriele Smargiassi - per dedicarsi alla pittura dal vero con gli amici Adriano Cecioni e Domenico Morelli, intorno ai quali nasce la “Scuola di Resina” (il suo primo quadro datato con sicurezza è Appuntamento nel bosco di Portici). Esordisce nel 1864 alla terza mostra della Promotrice Salvator Rosa di Napoli con due piccoli studi intitolati L’avvicinarsi del temporale (Valdagno, collezione Marzotto), elogiati da Adriano Cecioni, pensionato a Napoli dell’Accademia di Firenze. L’anno seguente, Passaggio degli Appennini e Casale dei dintorni di Napoli (Napoli, Museo di Capodimonte), esposti alla Promotrice napoletana, sono acquistati da Vittorio Emanuele II per la reggia di Capodimonte. Seguono Sulle rive dell’Ofanto (Firenze, Galleria nazionale d’arte moderna) e La traversata degli Appennini, entrambe del 1867, tavole di piccolo formato in cui sono delineate rapide e nitide vedute paesaggistiche. Nel 1867, introdotto da Adriano Cecioni nell’ambito del caffè Michelangiolo, dove Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Cristiano Banti e Giovanni Fattori discutevano intorno alla nuova tecnica della “macchia”, espone alla Promotrice di Firenze Nevicata e Una diligenza in tempo di pioggia (oggi perdute), suscitando grande consenso nel pubblico. Nel 1867 si reca a Parigi dove si stabilisce dall’anno successivo, lavorando in esclusiva con Goupil fino al 1874. A ventitré anni sposa Léontine Gruvelle. È del 1869 la prima esposizione al Salon parigino (Visita all’antiquario, Filadelfia, collezione J. G. Johnson; Passa il treno, Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis), cui ne seguono altre fino al 1879. Nel 1874 partecipa, unico italiano, alla prima mostra degli Impressionisti, mentre continua ad esporre al Salon riportando un enorme successo con i dipinti Che freddo! (Que froid!) (1874, Milano, Civiche Raccolte d’arte, collezione Jucker) e Al Bois de Boulogne (collezione privata). Nel contempo compie ripetuti soggiorni a Napoli e a Barletta, i cui dintorni sono immortalati nella celebre Route de Naples à Brindisi premiata con una menzione d’onore al Salon del 1872 (Indianapolis, Museum of Art). Del 1876 è Place des Pyramides (Parigi, Musée d’Orsay) con cui, due anni dopo, partecipa all’Esposizione Universale di Parigi dove espone, tra le altre opere La National Gallery a Londra (Paris, Petit Palais musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris), Piccadilly, Westminster (entrambe in collezione privata) e Il ritorno dalle corse (acquistata dal Museo Revoltella di Trieste alla Biennale di Venezia del 1914), ricevendo la medaglia d’onore d’oro assieme al titolo di Cavaliere della Legion d’Onore. La sua casa diventa luogo d’incontro dell’élite culturale frequentata, tra gli altri, da Edouard Manet, Edgar Degas, James Tissot, Émile Zola e Guy de Maupassant. Intorno alla metà degli anni Settanta, anticipando Degas e Manet, sperimenta la tecnica del pastello in grandi composizioni. Fra il 1883 e il 1884 realizza alcune delle opere più famose, Les ruines des Tuileries, acquistata dal Musée du Luxenbourg e prima opera di un artista italiano moderno a entrare in una collezione pubblica francese, Il salotto della principessa Mathilde e Colazione in giardino (Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis). Muore a trentotto anni e Saint-Germain-en-Laye, il 23 agosto 1884. Le sue opere sono conservate nelle principali collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero tra le quali si ricordano, oltre a quelle già citate, la Pinacoteca che porta il suo nome di Barletta, che raccoglie, grazie al lascito della moglie Léontine Gruvelle, centoquarantacinque dipinti e sessantacinque disegni, la Galleria d’Arte Moderna di Milano (diverse opere intitolate Sulle falde del Vesuvio, di cui cinque del 1871 e altre sette del 1872, Paesaggio, 1875, Testa di donna, 1870, Schizzi di figure, 1879, Equipaggio, 1879, Lungo la Senna, 1876, Place des Pyramides, 1876, Pranzo a Posillipo, 1879, La femme aux pompons, 1879, Place des Invalides, 1880, Sarah Bernhard, 1850-1880 circa, La signora con l’Ulster, 1882), la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (Le corse al Bois de Boulogne, 1881), la Galleria d’arte moderna di Firenze (Sulle rive dell’Ofanto, 1867, La pioggia di cenere, 1872), la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza (Interno con abat-jour, 1883), le Raccolte Frugone di Genova (L’amazzone al Bois de Boulogne, 1875 circa), il Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli (Casale nei dintorni di Napoli, 1866, La traversata degli Appennini, 1867), il Musée Carnavalet Histoire de Paris (La costruzione del Trocadéro nel 1876, 1876, Parigina in Place de la Concorde, 1880, La profumeria Violet, 1880), il Petit Palais - Musée des Beaux- Arts de la Ville de Paris (La National Gallery e la chiesa di Saint Martin a Londra, 1877, La guardiana di oche, 1884), gli Archives Municipales de Nancy (Ritratto di Edmond de Goncourt, 1881, deposito de l’Academie Goncourt), il Musée des Beaux- Arts di Reims (Viale al Bois de Boulogne, 1882) e il Musée Joseph Denais a Ville de Beaufort-en-Vallée (Il salotto della Principessa Matilde, 1883).

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