Nato a Milano il 23 marzo 1754 da una famiglia originaria di Bosisio; morto nella stessa città l’8 novem¬bre 1817. Studia a Milano dal 1769 con Carlo Maria Giudici, Martin Knoller e il De Giorgi alla scuola dell’Ambrosiana, e anatomia all’Ospedale Maggiore con Gaetano Monti; dal 1776 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera con Giuliano Traballesi, approfondendo le tecniche dell’affresco. Dopo una prima attività nel campo dell’affresco (1777, affreschi della parrocchiale di Caglio), dal 1779 al 1782 si occupa di scenografia a Milano con i fratelli Bernardino e Ferdinando Galliari. Dopo essere stato a Firenze, presso la scuola di Domenico Chelli (dal 1783 al 1784), prosegue il viaggio di studio a Roma, Parma, Bologna e Napoli (dal 1790 al 1791). Si afferma e raggiunge notorietà affrontando importanti incarichi nella decorazione ad affresco (Rotonda delle Serre nella Villa Reale di Monza, 1789-1792; Santa Maria presso San Celso di Milano, 1793-1795; Palazzo Sannazzaro-Prina di Milano, 1795-1800). Con l’arrivo a Milano di Napoleone, nel 1796, è introdotto a corte diventandone il pittore ufficiale: risalgono a questo periodo i suoi primi celebri ritratti (Napoleone alla battaglia di Lodi, 1796) e il primo incarico a “Commissario superiore” per la scelta delle opere d’arte lombarde e venete che devono essere inviate a Parigi, che gli sarà rinnovato cinque anni dopo. Ottiene sempre maggiori incarichi istituzionali: nel 1801 è insegnante all'Accademia di Brera; nel 1802 è nominato “Commissario degli Spettacoli”; nello stesso anno seleziona alcuni dipinti della collezione arcivescovile che faranno parte, con altri, della nuova Pinacoteca di Brera, inaugurata nel 1811. Nel 1804 è a Parigi per partecipare all’incoronazione di Napoleone a imperatore dei francesi; qui conosce personalmente Jacques-Louis David. Nel 1805 è nominato “Primo Pittore di Corte” di Napoleone, appena incoronato Re d’Italia. Tra la serie di affreschi eseguiti per Palazzo Reale, iniziati nel 1808 e in gran parte distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, si sono salvati l’Apoteosi di Napoleone con le quattro Virtù (oggi nella Villa Carlotta a Tremezzo) e l’Olimpo, proveniente dallo studio di Napoleone. Tra il 1808 e il 1810 decora gli interni della Villa Melzi d'Eril a Bellagio; nel frattempo continua l’attività ritrattistica per Napoleone e la famiglia Beauharnais, per la quale realizza il suo ultimo capolavoro, l’affresco con il Parnaso nella Villa Reale di Monza (1811). Nello stesso anno entra a far parte dell'Accademia romana di san Luca. Nel 1812, dopo la disfatta napoleonica in Russia, interrompe la decorazione ad affresco a Palazzo Reale, che resterà incompiuta a causa di un colpo apoplettico che lo colpisce nel 1813, lasciandolo quasi completamente paralizzato. Della sua copiosa pro¬duzione, sono da menzionare: Il ratto d'Europa, due opere del 1778 in collezione privata; un ventaglio a tempera nella collezione Turri di Milano; Napoleone I Console ed il Ri¬tratto alla principessa Belgioioso d'Este nella Villa Melzi a Bellagio; il Ritratto del generale Desaix e quello della Signora Regnaud de Saint-Jean d'Angely nel Musée National di Versailles; quello della Signora Angelini nell'Ambrosiana di Milano; quello di Vincenzo Monti alla Galleria d'Arte Moderna di Roma; l'Autoritratto nella collezione Menni di Milano; Apollo con le Muse sul Parnaso; Napoleone che getta un ponte sul Danubio; La natività di Gesù; Episodio di storia romana;. Incontro di Giacobbe con Ra-chele; L'incoronazione di Giove, alla Galleria d'Arte Mo¬derna di Milano; Toletta di Giuntane, nella Galleria Tosio di Brescia; Madonna con Bambino; Ercole che consegna Dejanira al Centauro Nesso; L’Autoritratto e il Ritratto di Ugo Pascolo nella Pinacoteca di Brera a Milano; ri¬tratto della Marchesa Porro Lambertenghi Serbelloni; ri¬tratto del Nob. Stefano Mainoni; ritratto di Giambattista Bodoni; ritratto della cantante Grassini; quello della Con¬tessa Margherita Grimaldi Prati nella Pinacoteca Comunale di Treviso e il ritratto di Marianna Waldstein di Santa Cruz a Roma all'Accademia di San Luca; ritratto del musicista Bonifacio Ascoli; ritratto di Mons. Bonsignori Vescovo di Faenza; Baccante; Gli Dei dell'Olimpo; Ercole e Venere; Boez e Ruth.

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