Nato a Davesco vicino a Lugano il 6 dicembre del 1815, morto a Torino il 1 agosto 1884. Compie i primi studi a Odessa, in Russia, dove si trasferisce con la famiglia nel 1820. All’età di undici anni, dopo aver studiato dai Padri Cappuccini, entra a lavorare presso un libraio e mercante di stampe, cominciando per conto proprio a esercitarsi nel disegno. Verso il 1828 si perfeziona nella prospettiva presso Nannini, pittore e scenografo emiliano allievo del celebre architetto e scenografo milanese Alessandro Sanquirico. Tra i suoi primi lavori, oltre a scenografie e decorazioni d’interni, affronta anche soggetti di figura e quello che sarà il suo tema favorito e che lo renderà celebre, la veduta panoramica, per la quale prediligeva la tempera. Raggiunge notorietà sin da subito con i cosiddetti “cosmorami”, vedute panoramiche di Odessa da guardarsi entro una specie di camera ottica, da lui chiamate “vedute ottiche”. Tra il 1839 e il 1940, grazie al sostegno del principe Michail Voroncov, governatore delle provincie meridionali dell’impero russo, e della moglie Elisaveta Branickaja, si perfeziona in Italia soggiornando nelle principali città d’arte, tra cui Napoli e Roma, dove esegue una serie di vedute e litografie. Nuovamente a Odessa, riceve importanti commissioni come vedutista e ritrattista dei sovrani russi. Nel 1843 lascia la Russia e nel 1844-1845 si stabilisce definitivamente a Milano, dove apre un atelier. Nel 1845 espone la prima volta all’Accademia di Belle Arti di Brera e due anni dopo alla Promotrice delle Belle Arti di Torino. Tra il 1848 e il 1853 si trasferisce a Lugano. Tra il 1851-1852 e sino al 1861 viaggia ininterrottamente per tutta l’Europa e il bacino del Mediterraneo, riportandovi vari studi: a Parigi e a Londra realizza alcune celebri vedute in acquerello, poi tradotte in stampa (ad esempio, Hyde Park con il Cristal Palace); a Torino, nel 1851 sono incisi e stampati dodici suoi disegni rilegati in un album con Vedute della città e una grande litografia con Panorama di Torino; nel 1852 realizza per il governo sardo sedici vedute a tempera della ferrovia Torino-Genova (1852, Museo Ferroviario di Roma), da cui saranno tratte a Londra quindici cromolitografia (Views on the railway between Turin and Genoa, Day & Son, London 1853). Nel 1853 si trasferisce a Torino dove, nel 1855, esegue una serie di Vedute della Crimea, servendosi di materiale degli anni giovanili, anch’esse tradotte in litografia e pubblicate a Londra (The beautiful scenery and chief places of interest throughout the Crimea..., Day & Son, London, 1856). In questo periodo vive per lo più a Londra (tre vedute firmate e datate 1856 - Alt-na-Guithasach e Loch muick, Ballater e Buckingham Palace - sono conservate nella Royal Library del castello di Windsor), ma continua a viaggiare per l’Europa e anche in Medio Oriente. Nel 1855 realizza due vedute raffiguranti l’Inaugurazione del telegrafo sottomarino a La Spezia per il principe Eugenio di Savoia Carignano; nel 1859 è al seguito dell’esercito franco-piemontese durante la seconda guerra d’indipendenza con l’incarico, da parte degli editori londinesi Day & Son, di illustrare gli avvenimenti bellici in Italia: in questa occasione disegna dal vero i luoghi della campagna militare in centosei vedute, quasi tutte a tempera - di cui solo una quarantina saranno tradotte a stampa (The War in Italy, Day & Son, London, 1860) - , presentate all’Esposizione nazionale di Firenze del 1861 e in seguito donate dal principe di Savoia Carignano alla Città di Torino (Torino, Museo Nazionale del Risorgimento; i taccuini con i disegni preparatori sono conservati presso il Banco di Roma per la Svizzera a Lugano e una collezione privata di Milano). A Torino, fin dal 1852, lavora per la famiglia reale ricevendo, il 9 maggio 1862, la patente di “pittore reale di storia”. Espone alla Promotrice di Belle Arti di Torino (1847-48; 1851-52; 1855; 1884 e 1892, retrospettive) e alla Royal Academy di Londra (dal 1855 al 1859). Lavora assiduamente fino al primo agosto 1884, quando muore nella sua casa torinese, un anno dopo aver sposato la giovane Adelaide Decarolis. Numerosi suoi dipinti e litografie sono conservati in collezioni estere e italiane, pubbliche e private: a Torino nella Galleria d’arte moderna del Museo civico (Processione del Corpus Domini in via Garibaldi (Dora Grossa nel giorno del Corpus Domini), 1947; Piazza Castello, 1852; Re Vittorio Emanuele II, Cavour, i Ministri e la Corte scendono lo scalone di Palazzo Madama dopo l’inaugurazione della V Legislatura Subalpina, 1853; Fuochi d’artificio in Piazza Vittorio a Torino, 1853; Veduta ideale del Po a Torino, 1863; Porto orientale, 1884; un album di 97 disegni e acquerelli su Lugano e i laghi di area lombardo-piemontese) e al Museo Nazionale del Risorgimento (le centosei tempere sulle campagne militari della seconda guerra di indipendenza già menzionate), a Milano nella Galleria d’Arte Moderna (L’imbarcazione del sultano di Turchia attraversa il Bosforo, 1847; Veduta di Messina e dello stretto prima del 1860, 1860), a Masnago (quattro Vedute di Villa Litta a Linate, 1852), a Lugano (Museo d’Arte: Veduta di Lugano, Piazza e Riva del Grano, 1849; Veduta di Lugano, Piazza Grande, 1849; Esercitazione militare alle Basse di Stura, 1854). Si citano ancora: Monviso, 1880, e Sulle rive del Bosforo (Torino, collezione Ostorero), Veduta di Torino dalla collina (Torino, collezione Leumann), Vedute della Grecia (Milano, collezione Candia).

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Commemorazione dei caduti delle Cinque Giornate di Milano - 1848

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