Nato a Belluno il 26 ottobre 1809. Dopo un alunnato presso i bellunesi Antonio Federici e Antonio Tessari, frequenta a Padova lo studio del cugino pittore Pietro Paoletti, che lavorava nello studio del neoclassico Giovanni Demin. Si perfeziona in seguito all’Accademia di Venezia, che frequenta regolarmente dal 1827 al 1829 sotto la guida di Tranquillo Orsi (prospettiva) e di Teodoro Matteini (figura e nudo). Nel 1832 si stabilisce a Roma, prima nuovamente presso il Paoletti, poi in autonomia, dedicandosi a disegnare e a dipingere dal vero in città e campagna. Le sue opere più antiche dimostrano l’interesse per i problemi della prospettiva (del 1934: Trinità dei Monti, Galleria nazionale d'arte moderna di Ca' Pesaro a Venezia, Aranciera di villa Borghese, Museo di Roma, Piazza di Siena a Roma, collezione Di Castro, Roma), affrontati anche in una pubblicazione didattica (Lezioni di prospettiva pratica, Roma, 1835; II ed. Napoli 1838; III ed. Venezia 1841). Del 1937 è il celebre Carnevale di Roma (Festa dei moccoletti), replicato quarantadue volte: tra gli esemplari più noti, quelli di Ca’ Pesaro, della Galleria nazionale d’arte moderna a Roma e del Museo Thorvaldsen a Copenaghen. Domiciliato a Roma, si sposta di continuo in altre città facendo spesso ritorno a Venezia: nel '39 espone a Milano, nel '40 a Trieste; nel 1841 è a Padova, dove dipinge alcune vedute romane nella sala rotonda del caffè Pedrocchi. In quello stesso anno, a Venezia, dipinge il Canal grande e la Salute sotto la neve, soggetto replicato varie volte (Museo civico di Belluno, Museo Revoltella di Trieste, collezione Avon Caffi a Venezia). Sono del 1843 i dipinti romani la Benedizione papale in piazza S. Pietro (Museo di Roma), l'Arco di Costantino e il tempio di Venere e Roma (collez. Avon Caffi, Venezia), S. Pietro e Castel Sant'Angelo e l'Interno del Colosseo al chiaro di luna, entrambi a Ca' Pesaro. Nel 1843 parte per l’Oriente, facendo sosta prima a Napoli e a Atene (varie Vedute napoletane e del Partenone, Ca’ Pesaro), poi in Turchia, in Palestina, in Egitto (Ippodromo di Costantinopoli, Istmo di Suez, Carovana nel deserto, visibili con altri soggetti a Ca' Pesaro). Nel 1844 è di nuovo a Roma, dove espone Venezia veduta dai giardini pubblici in tempo d'interno e Festa di pittori presso la torre degli schiavi a Roma, poi di nuovo a Venezia. Nella città lagunare, rispetto alla libertà pittorica sperimentata a Roma e in Oriente, realizza sino al 1849 un gruppo di opere di gusto ancora canalettesco, quali Effetto di mattina sulla piazzetta (Ca’ Pesaro). Nel 1848 lascia Roma e si arruola contro l'Austria. Combatte a Visco e a Ialmico, nel Friuli, è fatto prigioniero, evade e rientra in Venezia, dove rimane fino alla caduta della Repubblica (1849). Sono di questo periodo alcuni soggetti militari, quali il Bombardamento di Marghera, lo Scoppio di una bomba sulla laguna, e altri conservati nel Museo del Risorgimento a Venezia. Lasciata Venezia perché proscritto dall'Austria, si stabilisce a Genova (1849), dove dipinge vedute della città e della Riviera (Ca' Pesaro). L’anno seguente è a Torino, dopo una breve sosta in Svizzera (Veduta di Lucerna, Ca' Pesaro). Nel 1851 presenta una Veduta di Hyde all'Esposizione universale di Londra (ubicazione sconosciuta) e nel 1855, dopo un soggiorno in Spagna (disegni al Museo Correr, Venezia, 1854), partecipa all’Esposizione universale di Parigi con tre opere (1855): di quel periodo sono i Palazzo del Louvre e il Boulevard St. Denis di notte (Ca' Pesaro). Nel 1855 ritorna a Roma dove lavora fino al 1857 compiendo alcuni dei suoi dipinti più celebri: Roma vista dal Pincio (collezione Noferi, Firenze); Interno del Colosseo, Acquedotti nella campagna romana (Museo di Roma); Colosseo illuminato da fuochi di bengala (Ca' Pesaro), e tre Vedute di Tivoli (una a Ca' Pesaro e due al Museo di Roma). Nel 1858, di nuovo a Venezia, è processato per un “crimine di pubblica violenza” avvenuto durante una sommossa nel '49; assolto, si stabilisce in quella città. Sono datati al 1858 alcuni dipinti assai noti: Serenata dinanzi al molo, Carnevale in piazza S. Marco (Ca' Pesaro). Nel 1860, con l’Unità d’italia, è arrestato e rinchiuso nelle prigioni politiche di S. Severo (disegni nel Museo Correr). Liberato dopo tre mesi, riparte per Milano. Quindi passa a Napoli e in Campania, dove è in corso l'avanzata garibaldina; dipinge Sulle rive del Volturno e, nel 1861, Ingresso di Vittorio Emanuele a Napoli (Ca' Pesaro). Ritornato a Venezia riprende a dipingere attivamente: del '65 sono il Molo di Venezia al tramonto e Serenata davanti alla Piazzetta di S. Marco (entrambe a Ca' Pesaro). Dichiaratasi nel luglio 1866 la guerra all'Austria, lascia Venezia e si dirige prima a Firenze, poi a Taranto. Muore a Lissa il 20 luglio 1866 nell'affondamento della “Re d'Italia” su cui si era imbarcato per illustrare da vicino le vicende della guerra.

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