Nato a Milano il 25 settembre 1840 e morto nella stessa città il 19 gennaio 1914. S’iscrive molto giovane (1857) all’Accademia di Brera di Milano dove è allievo di Francesco Hayez e del direttore Giuseppe Bertini. Qui ha per compagni di corso Federico Faruffini, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, con i quali divide per qualche anno lo studio milanese in via San Primo. Nel 1860 compie un breve soggiorno a Parigi e a Londra dove ha occasione di conoscere i paesaggisti inglesi e francesi del primo Ottocento. Tornato in Italia realizza soggetti di storia e di genere come il Federico Barbarossa e il duca Enrico il Leone a Chiavenna, per il quale è premiato all’esposizione di Brera del 1862 (Milano, Pinacoteca di Brera), Scuola di ballo, esposto a Brera nel 1865, e la Margherita Pusterla che s’incammina al patibolo, esposta nuovamente a Brera nel 1869 e acquistata negli Stati Uniti (il bozzetto è presso la Galleria d’arte moderna di Novara). Tra i suoi primi lavori, con i quali suscita vivaci polemiche a Milano per l’impostazione realistica e l’uso inconsueto del colore, si ricordano: Una partita a bigliardo, presentato all’Esposizione di Brera del 1872, primo saggio di divisionismo, e La scuola di ballo, esposto a Milano nel 1874, caratterizzata da un’inedita unità atmosferica e un più schietto verismo. Solo più tardi i suoi interessi e le sue ricerche si concentrano con successo sulla pittura di paesaggio e sui soggetti en plain air, che segnano un vero e proprio avanzamento come Il verziere (1877), con il quale ottiene il primo premio per il paesaggio a Torino nel 1880 (in gara con Mosè Bianchi e Marco Calderini), e Piazza San Marco, ancora impostata sulla veduta prospettica, che ottiene il premio Prin¬cipe Umberto a Milano nel 1882 e, l’anno seguente, esposta a Roma, è acquistata per la Galleria nazionale d’arte moderna di quella città. Nel 1874 diventa socio onorario dell’Accademia di Brera – dove in seguito è nominato professore di figura - e nel 1878 vince il premio Mylius con il dipinto Buon cuore infantile. Per due volte, nel 1882 (con Piazza San Marco a Venezia) e 1897 (con Cristo che bacia l’umanità), gli è assegnato il premio Principe Umberto alla Triennale di Brera. Partecipa alle principali esposizioni in Italia e all’estero, in città quali Napoli (1877), Torino (1880, 1884 e 1889), Roma (1883), Venezia (1887, 1895, 1899, 1901, 1909, con mostre personali di venti opere nel 1910 e di quarantacinque opere nel 1912), Milano (1880, 1881, 1882, 1897, 1900, 1902, 1913), Monaco (1869), Parigi (1867, 1889 e 1900) e Vienna (1894). Le sue opere sono conservate nelle principali collezioni pubbliche e private, tra le quali si ricordano, oltre a quelle già citate, la Galleria d’arte moderna di Milano (Aragoste, 1850, Un ratto, 1860, Interno della chiesa di Santa Maria presso San Celso in Milano, 1872, La pietra papale sulla strada del Mottarone, 1875, Canale a Venezia, 1875, Una mattina sul lago Maggiore (La quiete del lago), 1876 circa, Appena arrivate!, 1886, Sul Mottarone, 1886, L’ora del riposo durante i lavori dell’Esposizione del 1881, 1887, Il monte Cervino, 1890, La borsa di Giuda, 1911), il Museo Nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (Prealpi bergamasche, 1895), la Pinacoteca di Brera (Federico Barbarossa e il duca Enrico il Leone a Chiavennai, 1862, Una partita al bigliardo, 1867, Buon cuore infantile, 1878), il Museo Martinitt e Stelline di Milano (Il passatempo, 1871), la Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza (Strada al Mottarone, ante 1898, Spiaggia di lago, 1880), la Galleria internazionale d’arte moderna di Roma (Piazza San Marco, 1882, cinque Vedute di Pompei, 1883, Marina, 1888), la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Torino (Lezione di ballo, 1865), la Collezione Mediocredito Lombardo (In Montagna (Bergamasca), 1888 circa), la Collezione Touring Club Italiano di Milano (In Autunno o Veduta del Duomo di Milano da un balcone, 1883), la raccolta d’arte della Fondazione Cariplo presso le Gallerie d’Italia di Milano (Tipi di una famiglia di contadini nel Veneto, 1885, Il gregge o L’Umanità, 1906, In pieno inverno, 1909), la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia (Estate in alta montagna, 1909) e la Galleria d’arte moderna di Palazzo Forti di Verona (Scena biblica, 1860, Piccola vendemmia, 1880).

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