Nato a Roma il 15 ottobre 1826. Durante la sua formazione romana, negli anni 1842-1845 studia disegno con Luigi Durantini e frequenta gli studi di Francesco Coghetti e Francesco Podesti, da cui apprende nell’impostazione grafica e compositiva i principi della cultura neoclassico-romantica. Nel 1848 parte volontario per la guerra e combatte nella difesa di Vicenza. Nel 1849, membro dello Stato Maggiore di Garibaldi, combatte sul Gianicolo. Dopo la restaurazione fugge ad Ariccia dove frequenta, negli anni 1850-1853, fra gli altri, Massimo d’Azeglio, i tedeschi Peter von Comelius, Friederich Overbeck e Arnold Böcklin, lo svizzero Emile David Turrian e l’inglese Charles Coleman. Matura sin da questo periodo la sua ricerca del “vero”, staccandosi progressivamente dalla veduta paesistica di matrice neoclassica. Fra il 1850 e il 1851 compie numerosi studi di paesaggio a Napoli, Ischia, sulla costa amalfitana e fra Castel Fusano e Porto d’Anzio. Nel 1852 conosce i pittori inglesi George Mason e Frederick Leighton con i quali inizia un sodalizio artistico e intellettuale che durerà tutta la vita. Sono di questi anni alcuni degli abbozzi più felici di numerosi paesaggi che elaborerà anche in anni seguenti: Donne che imbarcano legna a Porto d’Anzio (1850-1852, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Querce secche (1854), le Vedute di Ardea (1854-1855), Vedute di Capri (collezione privata), Dormono di giorno per pescare la notte (1853-1855; replicato in grandi dimensioni qualche anno più tardi ed esposto nel 1890 alla New Gallery di Londra). Nel 1859 torna a combattere per l'indipendenza italiana, arruolandosi nel Regio Esercito piemontese. Tornato a Roma, dopo l’armistizio di Villafranca, sosta dapprima a Pisa, dove dipinge nella zona del Gombo, e poi a Firenze. Qui frequenta Serafino De Tivoli, già conosciuto durante la difesa di Roma, Giovanni Fattori e il cenacolo di artisti del caffè Michelangelo. Partecipa all’Esposizione nazionale fiorentina del 1861 e, l’anno seguente, al Salon di Parigi, dove espone il già citato dipinto Donne che imbarcano legna a Porto d’Anzio. Nell’estate di quell’anno è a Londra, dove entra in contatto con i pittori George Frederic Watts, Edward Coley Burne-Jones, George Howard e la cerchia dei preraffaelliti, in particolare William Morris e Walter Crane. In compagnia di Mason ritorna a Parigi e si ferma a lavorare nei pressi della foresta di Fontainebleau, a Marlotte, dove ha una visione diretta della pittura romantica francese, in particolare di Corot e della scuola di Barbizon. Qui trae ispirazione per una delle sue opere più famose, La Ninfa nel bosco (1863-1895 circa, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). Nel 1864 fa ritorno a Roma, che lascia solo per brevi soggiorni a Firenze. Persegue la sua attività politica, nel 1867, raggiungendo Garibaldi a Monterotondo e combatte a Mentana. Ritorna poi a Firenze dove resta fino al 1870, in contatto nuovamente con i macchiaioli, in particolare Diego Martelli, Raffaello Sernesi e Giuseppe Abbati, con i quali dipinge a Livorno, Bocca d’Arno e Castiglioncello. Nel 1870 partecipa alla presa di Roma; in seguito è eletto consigliere comunale di Trastevere, carica che ricopre fino al 1877, quando abbandona l’attività politica. Continua assiduamente a dipingere a Porto d’Anzio, in Toscana, a Capri (1875), ma si astiene per polemica dalle esposizioni ufficiali. Per promuovere lo studio diretto della natura e rinnovare l’arte italiana dalla tradizione accademica e ufficiale, fonda dapprima il Golden Club (1876), poi il Circolo degli artisti italiani (1879). Nel 1882 tiene alla Fine Arts Society di Londra una personale con sessantasei opere, eseguite dopo il 1850, riscuotendo un notevole successo di critica e di pubblico. Continua i soggiorni in Inghilterra (Campagna di Naworth, 1879 circa, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna) e, a partire dal 1889, è ospite di George Howard nella sua splendida dimora nei pressi di York. Dal 1874 espone alla Royal Academy (poi nel 1877, 1882, 1883, 1897), dal 1877 al 1888 alla Grosvenor Gallery e dal 1888 alla New Gallery. Nel 1883 istituisce la Scuola etrusca, ispirata a quei principi teorici già elaborati in precedenza sullo studio dal vero e dei primitivi italiani. I luoghi prescelti dalla sua pittura sono Bocca d’Arno, Marina di Pisa e Perugia. Nel 1886 organizza la prima esposizione a Roma del gruppo di artisti chiamato “In Arte Libertas”, legati dagli stessi intenti di rinnovamento. Partecipa alle mostre annuali del gruppo fino al 1902. Dal 1888 al 1895 porta a compimento impegnativi dipinti quali The first smile of the Morn-Shelley (1888, collezione Howard), La Verna, Il Serchio e le sue ninfe (1889, collezione privata), Risveglio (1886-1896, acquistato dalla National Gallery di Londra e andato distrutto nell’ultima guerra), Ad Fontem Aricinum (1895, collezione privata), Leda (1900 circa, collezione privata). Muore a Marina di Pisa il 31 gennaio 1903.

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