Nato a Pesaro il 12 agosto 1825 e morto a Firenze il 9 gennaio 1884. Studia con l’incisore Samuele Jesi e dal 1855 frequenta l’Accademia di Firenze, dove è allievo di Giuseppe Bezzuoli. Nel 1848 si arruola volontario nella prima guerra di indipendenza. Sin dal 1851 partecipa alle mostre della Promotrice fiorentina con il Ritratto di Gioacchino Rossini (ubicazione sconosciuta; nel 1857 vi espone l’apprezzato Il ritorno dal ballo, ubicazione sconosciuta). E’ ancora legato al romanticismo storico il dipinto Savonarola rifiuta di assolvere Lorenzo de’ Medici, acquistato da Carlo Alberto alla Promotrice di Torino del 1853 e riprodotto nel catalogo a stampa (Torino, Palazzo Reale). Dal 1850 si lega al gruppo di pittori macchiaioli che si riunivano al caffè Michelangiolo di Firenze, introducendovi Telemaco Signorini, che ritrae in un olio (ubicazione sconosciuta). Con quest’ultimo, compie nel 1856 un viaggio di studio a Bologna, Mantova e Venezia: qui copia le opere di Palma il Vecchio in Santa Maria Formosa e stringe amicizia con Odoardo Borrani, sul quale sembra esercitare un certo influsso. Tra le opere più importanti del periodo fiorentino - prevalentemente paesaggi, soggetti storici, figure in interni, nudi e ritratti - si ricordano l’elogiato Il primo incontro di Dante e Beatrice, eseguito nel 1859 ed esposto e premiato alla Promotrice fiorentina del 1861 (ubicazione sconosciuta), il Portico dello stesso anno (Firenze, Galleria d’Arte Moderna), di schietta matrice macchiaiola, e la grande tela dalla pittura più rapida e sciolta de L’Esilio di Giano Della Bella (1864, collezione privata). Al Portico possono essere accostati alcuni piccoli paesaggi eseguiti dal vero, anch’essi dipinti con poche pennellate essenziali, quali Cipressaia (Firenze, Galleria d’Arte Moderna), Studio di paese, Via del Maglio a Firenze, Muretto bianco, Colline fiorentine, Colline sul lago e Strada al sole, tutti in collezioni private. La volontà di semplificazione della forma, sino a ridurla a un volume essenziale dal chiaroscuro ben definito, si coglie soprattutto nelle opere di figura degli anni Sessanta e Settanta, come nella Testa di donna e Nello studio del pittore (Firenze, Galleria d’Arte Moderna), nella Signora con l’ombrellino (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), nell’Autoritratto (Gerusalemme, The Israel Museum), nel Ritratto della madre (Pisa, Scuola Normale Superiore), nella Signora in giardino, nella Signora in conversazione e Al pianoforte, opere del 1876 ora in collezioni private, nel Ritratto di Elvira Bistondi Mariani col pappagallo (Livorno, Bottega d’Arte) e ne Le belle e la scimmia (collezione privata). Dal 1867 si trasferisce a Parigi, dove viveva già il fratello Giacomo, medico e amico di Rossini. qui frequenta Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Serafino De Tivoli ed è inserito nei migliori ambienti artistici e letterari. Tranne per saltuari viaggi a Londra, e un breve soggiorno a Boulogne-sur-Mer (1870), al tempo della guerra franco-prussiana, soggiorna a Parigi fino al 1874, aggiornandosi sulle contemporanee ricerche francesi, soprattutto sul Courbet, e su quelle degli italiani emigrati, come il De Nittis. Sono del periodo parigino il Ritratto di Pauline Oulmann, i Costumi siciliani, esposto nel Salon del 1870, alcuni quadri di famiglia, come Bambini che giocano a carte (1870) e il Pomaio (1873), alcuni dei nudi più belli, come Nudo (1873, Milano, Galleria d’Arte Moderna) e Nudo su fondo rosso (1873), e alcune piccole scene di vita, tra cui Cartomante (1872), Al Pianoforte (1873) e Nello studio del pittore, in due versioni (1874). Torna a Firenze nel 1874 e, seppur malato, continua a lavorare. Della fase estrema della sua produzione sono alcuni ritratti, come quelli di Cesare D’Ancona e della moglie di questo, Giulietta Gallico, della figlia Giulietta, un ritratto postumo di Gioacchino Rossini (1874, Firenze, Galleria d’Arte Moderna), La lettera attesa in due versioni (1875), la Donna che fuma (1878) e la Ciociara (1879), e alcuni piccoli studi sulle corse ippiche alle Cascine. Nel 1877 partecipa all’Esposizione Nazionale di Napoli, dove il dipinto A porte chiuse: figura di donna nuda è premiato con la medaglia d’oro. Nel 1878, a causa delle peggiorate condizioni di salute, cessa definitivamente l’attività pittorica.

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