Nasce a Livorno da una famiglia piccolo-borghese. Esordisce da autodidatta, giovandosi dei consigli del pittore Angiolo Tommasi. Dal 1891, grazie a una borsa di studio del Comune di Livorno, frequenta a Firenze l’Accademia di Belle Arti, e dal 1894 i corsi di Giovanni Fattori alla Scuola Libera del Nudo. Tra le prime opere, Cacciatore (1891, Livorno, Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno) mostra il legame con Angiolo Tommasi per soggetto e resa realistica dei dettagli con piccoli e veloci tocchi di pennello. Popolo, contadini e umili immersi nell’ambiente sono spesso soggetto delle sue opere, talvolta in scene corali di grande rigore compositivo, dove studia gli effetti della luce e la pennellata si fa più sfaldata, come in Emigranti (1894), qui in Museo, premiato all’Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Firenze nel 1894-1895. Nel 1898 sposa la pittrice finlandese Elin Danielson, ripresa qui in Museo in Ritratto della moglie (1905), si trasferisce a Torre del Lago (Lucca), frequenta gli artisti vicini a Giacomo Puccini e approfondisce ulteriormente le ricerche su luce e colore, resi in modo quasi fotografico. Dai primi del ’900 vive ad Antignano, a sud di Livorno, ma tra 1905 e 1909 è al manicomio di Volterra per curare un disturbo nervoso. Nella maturità si concentra su scorci naturali o urbani, con attenzione alle vibrazioni luminose e una pennellata sempre più corposa, rapida e sintetica, come qui in Via della Bassata (1913 circa). Espone in Italia e più volte a Livorno, ad esempio alla I Mostra d’Arte Livornese ai Bagni Pancaldi del 1912. Muore in solitudine a 68 anni.

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