Allievo dell'Accademia di Belle Arti di Lucca, si perfezionò sotto la guida di Luigi Norfini. Lucchesi, autore prevalentemente di soggetti figurativi e paesaggi, dopo un esordio caratterizzato da un linguaggio accademico, si accostò ad una pittura più realista, volta all'attenzione del vero. Personaggio piuttosto schivo e riservato, Lucchesi non abbandonerà mai la sua città, nemmeno una volta raggiunto il successo. In compagnia di pochi amici, tra cui Puccini, Pascoli, Borsi e Catelani, amava osservare e rappresentare i suoi paesaggi toscani, privilegiando ed insistendo sui dettagli. Dagli inizi degli anni ottanta si dedicò alla raffigurazione di frutta, soprattutto uva, ancora pendente dai tralci; se, in questo caso, di vera e propria natura morta non si puo parlare, perchè la frutta e ancora inserita nel suo ambiente, Lucchesi cominciò ad accostarsi a questo genere quando il Re Umberto I gli mise a disposizione la tenuta di San Rossore. Da questa esperienza, ricca di stimoli, nacquero delle composizioni incentrate sulla rappresentazioni di cinghiali, uccelli, cervi, caprioli e volpi, realizzate con una resa dei particolari quasi fotografica, e con una cura nella ricostruzione degli interni (si pensi, per esempio, alle composizioni di fiori secchi e alla resa degli arredamenti), da suscitare la stima e l'ammirazione di critica e pubblico. La prima esposizione a cui partecipò fu quella di Firenze del 1878, seguirono quella di Roma dell'83, di Torino dell'84, di Livorno dell' 86, di Venezia dell'89 e l'Internazionale di Roma del '95. Espose anche alla Festa dell'arte e dei fiori, mostra allestita a Firenze nel 1896. Tra i numerosi dipinti si ricordano La pipa del nonno, Grappoli d'uva, Dopo la vendemmia, La vite, II trasporto del tronco e La Pasqua dei poveri. Amante della solitudine e di una vita appartata, Lucchesi rifiutò la carica di Direttore dell'lstituto d'Arte di Lucca, offertagli nel 1900 dal Ministero della Pubblica Istruzione; non rinunciò, invece, a quella di membro della Commissione Cittadina per la conservazione dei monumenti, e a quella di socio ordinario dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti.

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Cesto d'uva - 1921

Olio su tela

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