Nato a Mongrassano (Cosenza) il 26 ottobre 1859, vivente. Dal padre Giovan Battista, pittore e scultore, apprese i primi elementi dell'arte. Stabilitasi a Napoli la sua famiglia, il giovane potè coltivare la naturale inclinazione alla pittura, frequentando per un solo anno l'Istituto di Belle Arti, poi studiando direttamente sul vero, e viaggiando continuamente. Nel 1875 presentò all'Esposizione di Venezia un quadretto, Una fanciulla che rìde, che fu premiato con medaglia d'argento ed acquistato da Domenico Morelli. Da allora egli si fece notare a numerosissime esposizioni con quadri di genere e marine, nei quali si ammirano le sue qualità di efficace colorista, degno erede della gloriosa Scuola napoletana. Si citano fra le sue numerosissime opere: Un balcone; Impressione; Marina alla Chiaolilla in Procida; Sole di marzo e Case di Procida (queste due acquistate dal comm. Gerolamo Maglione): tutte esposte alle mostre della Promotrice « Salvator Rosa » di Napoli, nel 1874 e 1876; Marina di Maiori e Una lezione di musica, presentate all'Esposizione Nazionale tenutasi in Napoli nel 1877; La grotta degli zingari, inviata a Parigi nel 1878; Vecchiezza; Marina di Napoli; Giovinezza; Pozzo; Le zingare; Cavalcavia; Monte Tiberio e Quiete: tutte presentate a Torino all'Esposizione Nazionale del 1880; cinque quadri di soggetto veronese: In San Zeno; Adigetto; Via Scala; Stallo e Riva San Lorenzo, coi quali partecipò a Torino alla Mostra del 1884, nella quale figurarono anche i suoi schizzi Veneziana e A Napoli. Poi i dipinti: Rovine, acquistato da Rocco de Zerbi, e Una scala, presentati alla « Salvator Rosa » del 1887; Canale artistico a Venezia e Fumatore algerino, inviati nel 1888 all'Esposizione Internazionale di Parigi; Interno e Pescarenico, esposti a Palermo nel 1891-1892: quest'ultimo quadro premiato con medaglia d'oro ed acquistato dal re Umberto I; Nella baia di Napoli e Zingari, coi quali l'artista partecipò all'Esposizione Mondiale Colombiana tenutasi a Chicago nel 1893; Posillipo, presentato alla Mostra degli «Amatori e Cultori» in Roma nel 1895-1896; Sta-gnatorì napoletani e Palazzo Vanaxel di Venezia, inviati nel 1896 al Salone di Parigi; Meditazione a Capri, presentato l'anno dopo pure al Salone; Un canale a Venezia, a Torino nel 1898; Verona (acquarello), a Parigi nello stesso anno; Zingari e Veduta di Posillipo, coi quali l'artista figurò pure nel 1898 all'Esposizione italiana a Leningrado; Canale della Latta (Venezia); Verona; Tempo grigio a Venezia; Crepuscolo a Venezia: tutti esposti al Salone parigino fra il 1904 e il 1909; Canale grigio e Casamicciola, acquistato dal Console di Spagna, presentati alla Biennale Veneziana del 1910; Un canale a Venezia, inviato a Buenos Aires a quell'Esposizione Internazionale tenutasi nello stesso anno; Dopo la pioggia e L'antica cappella di San Benedetto, esposti a Roma nel 1911, in occasione della Mostra del Cinquantenario; Verona, premiato con medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Barcellona, nello stesso anno; Senza famiglia, esposto nel 1924 ed acquistato dal Comune di Reggio Calabria; Le due bambole; Chiostro di San Zeno; Archi scaligeri; Ritratto di Francesco Cilea; Costa del Tirreno, donato dall'artista al paese nativo; Ritratto della Duchessa d'Aosta; Idillio, nel Museo Civico di Torino; Capelli d'oro, donato dall'autore alla defunta Regina Madre; Beduini nel deserto. Moltissimi suoi quadri figurano in raccolte in Italia e all'estero. Attualmente il Santoro occupa il posto già tenuto da Domenico Morelli nell'Istituto di Belle Arti napoletano.

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