Nato a Livorno nel marzo 1826. E’ allievo a Firenze, insieme al fratello Felice, del paesista austro-ungherese Károly Markó il Vecchio. Nel 1848 si arruola volontario alla prima guerra d’indipendenza, combattendo a Curtatone e Montanara e nel 1849 alla difesa della Repubblica romana. Tornato a Firenze nello stesso anno, frequenta il caffè Michelangelo legandosi a Telemaco Signorini, Vito D’Ancona e a Angiolo Tricca. Sempre nel 1849 espone alla Promotrice fiorentina due paesaggi romani (dispersi); presenta altri due quadri del medesimo soggetto alla Promotrice dell’anno seguente. Tra il 1850 e il 1860 dipinge insieme al fratello nella campagna intorno Firenze e sulle rive del lago di Albano. Nel 1854, insieme al fratello, a Lorenzo Gelati, ai fratelli Andreas e Károly il Giovane Markò e a Carlo Ademollo fonda la scuola di Staggia. Alla Promotrice fiorentina del 1855 presenta quattro paesaggi della campagna toscana; nel luglio dello stesso anno, in occasione dell’Esposizione universale, si reca per vari mesi a Parigi. Qui frequenta gli studi di Constant Troyon, Oscar-Raymond Bonheur e Alexandre-Gabriel Decamps. Tornato a Firenze tra il 1855 e il 1856, divulga i nuovi esiti della pittura francese. Nello stesso anno il fratello Felice lascia l’Italia per stabilirsi a Londra. Risalgono a questo periodo le sue opere migliori, come il Paesaggio della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (1855-1856), esposto alla Promotrice fiorentina del 1859 con il titolo Una pastura; seguono Paesaggio con vacche al pascolo (1858), La raccolta del grano a Castiglioncello (1859), Il pascolo (1860 circa) della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Firenze, Il pascolo della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (1860) e Portico di villa toscana (1861). Nel 1861 partecipa alla prima Esposizione nazionale di Firenze con quattro vedute toscane; nel 1862 alla XXI esposizione della Società promotrice di belle arti di Torino con tre quadri. L’anno successivo si trasferisce prima a Parigi, dove prende parte all’Esposizione dei “rifiutati” con due quadri, poi, nel 1862, a Londra, dove ritrova il fratello Felice. Tra le opere del periodo londinese, in gran parte disperse, si ricordano Un prato a Londra, esposto alla Promotrice fiorentina del 1876, e Lettera alla mamma (1864 circa), pervenuta nel 1895 nella Galleria d’Arte Moderna di Milano. Nel 1866 espone alla Società Promotrice di Genova L’innocenza (Genova, Accademia Ligustica di Belle Arti), alla mostra della British Institution Ragazza fiorentina e nello stesso anno alla Royal Society Riposo dopo la danza. Una contadina romana e La campagna romana. Ancora, nel 1867, espone alla Royal Society Il messaggero nero e Nello Warwickshire. Negli anni 1867, 1868 e 1869 espone alla Royal Academy of Arts di Londra. Nel 1873 ritorna a Parigi, per rimanervi quasi ininterrottamente fino al 1890. Qui frequenta Edgard Degas (probabilmente conosciuto a Firenze tra il 1855 e il 1856), gli artisti francesi del caffè Nouvelle Athènes e la cerchia degli italiani a Parigi, quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Diego Martelli, Federico Zandomeneghi, Giuseppe Palizzi, Cristiano Banti e Vito D’Ancona. Alla produzione parigina risalgono Bordi della Senna e L’antica pescaia a Bougival. Nel 1878 partecipa all’Esposizione universale di Parigi; l’anno seguente espone al Salon parigino Mattino di fine estate sui bordi della Senna e Battello di pescatori del Mediterraneo. Nel 1880 Lavandaie sulla Senna è esposto e premiato al Salon parigino; nello stesso anno presenta due paesaggi francesi all’Esposizione nazionale di belle arti di Torino (tra cui L’antica pescata a Bougival). Nel 1881 partecipa all’Esposizione nazionale di belle arti di Milano con due dipinti (tra cui La Senna a Marly). Nel 1884 presenta A Marly all’Esposizione generale italiana di Torino e nel 1889 ottiene una medaglia di bronzo all’Esposizione universale di Parigi. Nel 1890 ritorna definitivamente a Firenze, dove l’anno successivo espone alla Società di belle arti. Sempre nel 1891 partecipa alla prima Esposizione triennale della Real Accademia di Brera. Muore a Firenze il 1 novembre 1892.

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